Lun. Mag 10th, 2021

«Accantonare i simbolie le appartenenzeper rilanciare la città»

Ormai la vicinanza della data per le elezioni amministrative indicate per il prossimo mese di settembre ha acceso il dibattito politico. Per Carmelo Tripodi, più volte candidato al consiglio comunale con un lungo passato politico, l’azione da inseguire deve portare a un progetto comune riformatore pienamente condiviso. Quindi auspica un grande progetto unitario che esuli dai simboli, riprendendo anche la pregressa proposta del giornalista Enzo Romeo, sidernese, vaticanista del Tg2 che già qualche mese addietro ha diffuso un “manifesto” politico in questa direzione.

Tripodi afferma che i cittadini sidernesi hanno nelle prossime elezioni amministrative «un’occasione storica per ritornare loro stessi protagonisti del proprio destino». L’obiettivo principale, per lui, è quello di avere una città migliore, più pulita «e con sempre minor “puzzo” di compromesso morale». Sintetizzando il suo pensiero, è necessario puntare sui cittadini che lavorano con onestà e competenza.

Tripodi afferma, poi, che è necessario «spezzare il liberalismo senza regole» e ricordare che la lotta deve essere condotta «sul terreno della legalità, del diritto, senza mai venir meno a quei principi che contraddistinguono uno Stato democratico«. A suo avviso bisogna eliminare dalla politica ai soliti notabili» e vanno allontanati «i soliti ambiziosi, i servitori divenuti asserviti ai poteri forti, i traditori di questa città, i quali supportano e garantiscono il cancro istituzionale che ha corroso la legalità a favore di chi pretende l’illegalità violentando quotidianamente questa terra». A suo avviso la città è ancora in tempo «per cambiare rotta», in quanto la risposta di quella parte di cittadini non asserviti c’è, anche se non è adeguata. Bisogna provarci «dando sempre fiducia a chi ha veramente i requisisti ottimali per gestire con scrupolo, meticolosità, impegno, correttezza, trasparenza, capacità, professionalità, e che abbia soprattutto l’amore per il paese» Nella sostanza – dice Carmelo Tripodi – «all’opera del muratore deve affiancarsi quella dell’ingegnere», nella convinzione che a fronte di uno scenario negativo «c’è invece una città che non si deve rassegnare e che deve reagire; sidernesi che non accettano di piegare la schiena oppure emigrare lontani da quello che è uno dei più bei paesi della Locride». Per Tripodi «questa cittadina deve ritornare ai fasti di un tempo ma va amata, valorizzata, salvaguardata», richiamando la necessità di esercitare un voto soprattutto «libero». Quindi Tripodi richiama il sogno che «di poter avere un futuro diverso per coloro che hanno deciso di restare, di non scappare» e aggiunge che «oggi è necessaria la partecipazione democratica della società civile sidernese che ha a cuore un effettivo cambiamento senza delegare più ad altri ma impegnandosi in prima persona. Sarà veramente la salvezza della democrazia – dice – se si decidesse sul serio di far parte di un grande progetto, accantonando i simboli di appartenenza politica, per cambiare una buona volta per tutte, ricostruendo Siderno sui diritti e non più sui favori».

Infine una appello «alla sensibilità dei sidernesi affinché tale obiettivo venga raggiunto, nella convinzione che uniti si può ridare lustro a questa città e dignità a tutti. Non importa – conclude Tripodi – se il gatto è bianco oppure nero, è importante che riesca a prendere il topo».

ARISTIDE BAVA

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