Gio. Mag 6th, 2021
«Il laboratorio dell’ospedale spoke sarebbe già in grado di processare i tamponi»
«Auspico che il Governo nazionale si accorga del fallimento dell’operato dei commissari dell’Azienda sanitaria»Nicola Simone
 

Il laboratorio di analisi chimiche dell’ospedale spoke, nonostante sia già in grado di effettuare i test sierologici per il coronavirus, non può dar corso a questi esami dal momento che l’Asp reggina ancora non ha provveduto ad acquistare i kit necessari.

Sull’argomento, ieri, è tornato il segretario territoriale dell’Uil-Fpl, Nicola Simone, sostanzialmente puntando il dito contro “l’anomala inadempienza” della commissione straordinaria che amministra l’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria col preciso compito di bloccare la spesa, garantire i Lea e ripristinare la legalità all’interno dell’Azienda. Simone, esternando perplessità sulla positiva gestione dell’Asp, riversa analogo dubbio sull’azione della triade commissariale.

«Non si capisce, infatti – sottolinea il sindacalista -, come mai non si acquistano i kit necessari a far partire gli esami inerenti i test sierologici. Eppure il laboratorio, avendo le attrezzature necessarie e la disponibilità del personale, è già in grado di effettuare i test sierologici per il coronavirus senza l’aggravio di spese aggiuntive anche perché sarebbe possibile utilizzare “test qualitativi” e “test quantitativi” meno costosi che consentirebbero di determinare le Igg neutralizzanti».

Il segretario dell’Uil-Fpl evidenzia che se si facessero effettuare i test sierologici dal Laboratorio analisi locrese, si favorirebbe «il decongestionamento dell’ex Astanteria dai pazienti che attendono giorni e giorni prima di poter essere ricoverati nei reparti ospedalieri di destinazione».

La preoccupante situazione che si sta registrando presso il Laboratorio analisi di Locri fa ricomparire il più volte esternato sospetto che «ci sia un anomalo progetto mirante a depotenziare mortalmente l’ospedale spoke di Locri». Simone perplesso per le inattese “frenate” che si stanno registrando sulla realizzazione delle analisi per il Covid-19 presso il nosocomio locrese sbotta contro le “inadeguatezze organizzative” che starebbero alla base dei rallentamenti nella realizzazione del reparto Covid-19 nell’ospedale di Locri. «Vabbè che sembra che non si possano fare i tamponi perché non si trovano sul mercato, e che sembrerebbe che per acquistare e poi poter utilizzare il termociclatore, l’apparecchiatura necessaria per processare i tamponi, sia necessario acquisire l’autorizzazione romana, ma nel frattempo, dal momento che il Laboratorio è in grado di effettuare i test sierologici, perché continuare a tergiversare e non acquistare i necessari kit?». E ancora, «una volta che presso l’ospedale è stato individuato il luogo ove piazzare il termociclatore e far nascere il reparto “Covid-19” perché non avviare i necessari lavori?».

Simone chiude la denunzia chiedendo l’autorevole intervento del Governo: «Auspico che il Governo nazionale si accorga del fallimento dell’operato dei tre commissari straordinari che con le loro “azioni” hanno messo a repentaglio la sicurezza sanitaria dei cittadini, e intervenga rapidamente rimuovendoli senza attendere che il loro incarico sia giunto a conclusione. Solo così – chiude il segretario territoriale dell’Uil-Fpl – questa Azienda sanitaria potrà avere un futuro».

FONTE GAZZETTA DEL SUD

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