Lun. Gen 25th, 2021

“Ci sentiamo abbandonati dallo Stato». E scatta il ricorso al Tribunale di Locri”. Una scia di sangue dal 1991 al 2007.

I fratelli Francesco e Marco Pergola sono stati uccisi nella strage di Duisburg del 15 agosto del 2007. Insieme a loro si sono contati altri quattro morti. Tutti uccisi nel contesto della ripresa della faida di San Luca, innescata dallo scontro tra le consorterie dei Pelle-Vottari e dei Nirta-Strangio. Una lunga scia di delitti iniziata a San Luca nel 1991 con la strage di Carnevale e conclusa ben 16 anni dopo in Germania.

Il contenzioso

I familiari dei fratelli Pergola, Francesco, 22 anni, e Marco 20, si sono costituti parte civile in tutti i processi che sono stati celebrati fino a questo momento. La loro presenza ha avuto un forte impatto anche emotivo.

Ma oggi, a distanza di quasi 13 anni dall’uccisione dei due prossimi congiunti in quel di Duisburg, il padre Giovanni Pergola, la madre Marianna Carlino, e il loro terzo figlio, si sono visti recapitare una lettera dalla Prefettura di Reggio Calabria in cui si evidenzia che non possono ottenere i richiesti benefici previsti dallo Stato attraverso la legge a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, perché quelle norme «si applicano esclusivamente alle vittime di atti di criminalità organizzata avvenuti sul territorio nazionale».

Nella missiva, datata fine 2019, che ha come oggetto “benefici legge 302/90 e s.m.i”, si legge in perfetto burocratese: «Si fa riferimento alle istanze prodotte alle quali, per aderire ad analoga richiesta del Ministero dell’Interno, si fa seguito riportando, in parte, la ministeriale» nella quale si rappresenta che in merito alle istanze dei prossimi congiunti dei fratelli Pergola «deceduti a Duisburg (Germania) il 15 agosto 2007 a seguito di un evento criminoso, inviate da codesta Prefettura con la nota che si riscontra, si conferma il contenuto della ministeriale n. 567 del 15 gennaio 2010, ossia che i benefici previsti dalla legge numero 302/90 si applicano esclusivamente alle vittime di atti di criminalità organizzata avvenuti sul territorio nazionale».

La reazione

All’indomani del ricevimento di questa lettera Giovanni Pergola e Marianna Carlino si sono ritrovati da soli, con il loro dolore e la rinnovata rabbia di chi si sente abbandonato. Hanno chiesto al loro difensore di fiducia, l’avvocato Gerardina Riolo, di fare procedere oltre. E il difensore ha predisposto un atto di citazione nei confronti del Ministero dell’Interno, della Prefettura di Reggio Calabria e del Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e intenzionali, nonché contro alcune parti private.

La “partita” si sposta a Locri

Al momento Giovanni Strangio (cl. 79) è l’unico imputato condannato in via definitiva all’ergastolo per la “Strage di Duisburg”. A causa della pandemia da Covid-19 la prima udienza è slittata da maggio 2020 al prossimo novembre e si terrà davanti al giudice della Sezione civile del Tribunale di Locri.

Nell’atto di citazione nell’interesse della famiglia Pergola-Carlino si rappresenta, tra l’altro, che i motivi esposti a sostegno del rigetto dell’istanza «sono palesemente infondati», in quanto «il luogo ove l’associazione per delinquere si è costituita è da rinvenirsi in San Luca e anche la programmazione, ideazione e direzione dell’associazione nonché il primo atto diretto a commettere i delitti programmati si devono individuare nel territorio» indicato. Quindi «privo di rilievo, pertanto, è il luogo di consumazione dei singoli reati oggetto del pactum sceleris. Non vi sono dubbi che si tratti di un crimine transnazionale ex L. n. 146/06, aggravato dalla medesima legge, per il quale sussiste la giurisdizione dell’Autorità giudiziaria italiana ex art. 15 della cosiddetta Convenzione di Palermo». Nell’atto si richiama una Direttiva europea del 2004 recepita nello stesso anno dall’Italia con una legge dove «in particolare, l’art. 15 stabilisce che “i benefici di cui alla presente legge si applicano anche agli eventi verificatisi all’estero a decorrere dal primo gennaio 1961, dei quali sono stati vittime cittadini italiani residenti in Italia al momento dell’evento”».

Allegato:

È il giorno di Ferragosto del 2007 quando davanti al ristorante “Da Bruno” a Duisburg, in Germania, vengono uccisi Francesco Pergola, Marco Pergola, Tommaso Venturi, Francesco Giorgi, Marco Marmo e Sebastiano Strangio. Avevano appena finito di cenare dopo la chiusura del locale. A sparare, secondo la ricostruzione degli investigatori, sono state almeno due persone.

Per la strage di Duisburg il processo si è tenuto in Italia. Al momento è stato condannato all’ergastolo, in via definitiva, Giovanni Strangio (cl. 79).

All’indomani della strage di Ferragosto nei pressi della scena del delitto campeggiava un cartello con la scritta “Warum?” (“Perché?”). La risposta fornita dagli inquirenti è stata quella di inquadrare l’eccidio del 15 agosto di 13 anni fa nella ripresa della faida di San Luca tra le opposte consorterie dei Pelle-Vottari e dei Nirta-Strangio. (r,m,)

fontev gazzetta del sud

SERVIZIO DI GIUSEPPE MAZZAFERRO

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