Lun. Mag 17th, 2021

La coerenza non è più una virtù soprattutto in politica , ma non solo.
L’ultimo ” salto della quaglia” in Consiglio regionale deve riportare il tema della coerenza in politica al centro del dibattito, ricordando che la politica non può avere “porte girevoli” dove si entra o si esce da un partito a proprio piacimento per far prevalere la logica dei numeri e degli interessi personali.
Quando si fa politica deve vigere il principio della dignità e della coerenza perchè quando si aderisce ad un partito ne si abbraccia il progetto.
Questo è l’unico modo per salvaguardarne l’identità dove non può stare insieme tutto e il contrario di tutto, non è un autobus su cui si sale e si scende a seconda della convenienza. E chi in quel momento “stacca il biglietto” deve avere lo stesso rigore morale nel selezionare i “viaggiatori”.
Lealtà e appartenenza ad un progetto politico vanno dimostrati nella realtà della propria condotta, nelle scelte e con i fatti e questo presuppone uno sguardo lungo sul futuro.
Gli elettori meritano rispetto ed è ora che la politica faccia chiarezza.
Vi sono vaste fette della popolazione ostili alla politica ed “al politico”, perchè per anni l’interesse personale è stato anteposto all’interesse della collettività e la carriera del singolo è stata anteposta alla buona amministrazione.
Non si possono più tollerare adesioni lampo per ottenere un posto in lista perché un partito come FdI, in continua espansione, deve anche saper tutelare i propri iscritti e non può diventare il contenitore di carriere personali. Questo non significa ovviamente chiudere le porte ma governarne i processi.

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