GIORNALISMO: CARLO PARISI: “LASCIO LA DIRIGENZA DELLA FNSI”

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Una scelta non certo di comodo, considerato che l’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani rischia seriamente il commissariamento se, entro il 31 dicembre prossimo, non riuscirà a trasmettere ai ministeri vigilanti un bilancio tecnico attuariale che attesti l’esito delle iniziative di risanamento intraprese.

 

Una scelta difficile, ma necessaria nel momento più drammatico per l’Inpgi e la professione giornalistica, sempre più devastata da una crisi strutturale che impone un radicale cambiamento di rotta rispetto ai modelli tradizionali.
Una scelta sotto molti aspetti obbligata, considerato che dignità e rispetto per la diversità delle idee per alcuni non costituiscono valori da salvaguardare, ma rappresentano, piuttosto, ostacoli – scomodi e ingombranti – al rafforzamento del pensiero unico.

Un grazie di cuore a tutti gli amici colleghi della Calabria che, in questi anni, con passione, amore e sacrificio, hanno fatto di una delle regioni più difficili e controverse del nostro Paese la terza realtà della Fnsi, dopo Lombardia e Lazio, standomi sempre vicini nella buona e nella cattiva sorte. Un sindacato forte, quello della Calabria, che proseguirà il suo lavoro al servizio dei colleghi senza distinzione alcuna, come è sempre avvenuto.
Un grazie di cuore a tutti gli amici colleghi di Stampa Libera e Indipendente, con i quali ho condiviso idee, progetti e speranze e senza i quali non avrei, non avremmo raggiunto gli importanti traguardi sotto gli occhi di tutti e, soprattutto, non avremmo costruito quell’importante rete nazionale, cementata dall’amicizia e dalla lealtà.

Un grazie di cuore a tutti gli amici colleghi di maggioranza e di opposizione dei vari istituti di categoria, con i quali è stato piacevole ed entusiasmante lavorare, al di là di ogni steccato, per il bene comune della categoria. Un grazie particolare agli amici colleghi della Casagit, nella quale l’unità d’intenti e la volontà di impegnarsi per la salute ed i valori autentici della categoria hanno quasi sempre cancellato l’assurda linea di confine tra maggioranza e opposizione.
Un grazie di cuore a tutto il personale della Fnsi, una famiglia vera e sincera che rimarrà sempre nel mio cuore e senza la quale Corso Vittorio Emanuele II, 349 sarebbe un edificio gelido, sterile e vuoto. Un nome su tutti: Giancarlo Tartaglia, un padre, un fratello, un amico, un Maestro. Un patrimonio al quale la categoria non deve tanto, deve tutto.
Senza lui, tanti colleghi non avrebbero avuto gli strumenti contrattuali necessari a tutelare lavoro e diritti. Senza lui e i suoi preziosissimi appunti, tanti dirigenti non avrebbero neppure aperto bocca in molteplici occasioni importanti.

Grazie a tutti coloro che, da un capo all’altro dell’Italia, mi hanno dimostrato amicizia e affetto, specie in questi giorni di inevitabile disorientamento. Attestazioni di stima e sentimenti di compartecipazione, alcuni inaspettati, che rafforzano la mia convinzione di non aver speso invano diciotto anni della mia vita senza orari e senza soste.

Chiedo scusa, infine, se, involontariamente, ho fatto torto a qualcuno, non riuscendo a rispondere ad una richiesta o a soddisfare una necessità. Ci sarebbero voluti giorni ancora più lunghi, ben oltre le 24 ore, e facoltà sovrumane. Ed io non sono un santo, ma un semplice giornalista che, negli ultimi 18 anni dei 35 di carriera, ha associato l’attività sindacale a quella professionale con la soddisfazione di essere riuscito a convincere tanti colleghi a fare quello “scatto di dignità” necessario per svolgere questo mestiere a testa alta.

 

Il mio ultimo grazie lo dico a Dio per avermi concesso il privilegio di condividere con tante persone, vere e sincere, la passione per il giornalismo e la volontà mai doma di tutelare i diritti di quanti vogliono crederci ancora in questo nostro prezioso e disgraziato mestiere. Quelle persone vere e sincere che, comunque, mi vedranno sempre al loro fianco. (giornalistitalia.it)

Carlo Parisi

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