Ven. Mag 14th, 2021

Il Senato ha pubblicato il 23 luglio u.s. l’interrogazione a prime firme Margherita Corrado – Maria Domenica Castellone che chiede conto al Ministero Beni Culturali della demolizione del casale settecentesco di Zaccarino, in agro di Giugliano in Campania, fatto che ha avuto grandissima risonanza sui social e suscitato lo sdegno di cittadini e associazioni culturali in tutta Italia. L’immobile, di proprietà privata, non era vincolato ai sensi del D.Lgs. 42/2004 e la giunta Poziello non ha ritenuto di garantirne la conservazione. La Soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Napoli avrebbe potuto comunque ‘intuire’ quanto stava per accadere: ricevuta per tempo da uno studio notarile la richiesta di certificare la situazione vincolistica dell’immobile, ha mancato per ben 20 mesi di far partire la telefonata o la mail al Comune che l’avrebbe resa edotta della richiesta e poi dell’autorizzazione concessa dall’Ente locale alla società Risorgimento 2001 per realizzare un residence, grazie al Piano Casa, al posto dell’edificio esistente, peraltro limitrofo a particelle sulle quali è vigente un vincolo archeologico. Sia pure troppo tardi per Zaccarino, quella stessa Soprintendenza è chiamata ora a collaborare fattivamente con il Commissario prefettizio di Giugliano, dott. Cimmino, e con le associazioni attente alla tutela del territorio, in specie Italia Nostra, subito attivatisi per mettere in sicurezza l’edilizia storica giuglianese, urbana e rurale, mediante strumenti urbanistici che impediscano il ripetersi di simili “episodi incresciosi”. Dietro, s’intuiscono interessi molto articolati la cui limpidezza è auspicabile possa essere materia di accertamenti nelle sedi competenti. La vicenda di Giugliano, del resto, mostra una sinistra affinità con quella registrata a Marigliano dove, in presenza di una conclamata violazione del vincolo archeologico, la decisione dell’amministrazione locale (il Sindaco è stato arrestato nei giorni scorsi per altro reato) di favorire un privato tentando di sanarne l’illecito ha trovato sponda nella ‘distrazione’ della stessa Soprintendenza ABAP, che ha rischiato di diventare complice di entrambi giustificando ex post il reato commesso. Nei due casi, il patrimonio culturale e dunque la collettività hanno subito un danno non rimediabile al quale è necessario reagire incrementando il senso di appartenenza della comunità a quel territorio e alla sua storia, in modo che siano i cittadini stessi a vigilare quando le istituzioni tradiscono il loro mandato.

Margherita Corrado (M5S Senato – Commissione Cultura)

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