Ndrangheta: Operazione “Pedigree”. Arrestati elementi di vertice, luogotenenti e nuove leve della cosca Serraino. Determinanti le intercettazioni e le dichiarazioni dei collaboratori di Giustizia.

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Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, i poliziotti della Squadra Mobile del capoluogo reggino, hanno arrestato elementi di vertice della cosca SERRAINO e LIBRI, Fra essi figurano CORTESE Maurizio boss di San Sperato; il suocero PITASI Paolo, già principale collaboratore di Francesco SERRAINO, noto come il “boss della montagna”, assassinato durante la seconda guerra di ‘Ndrangheta; SCONTI Domenico genero del predetto Francesco SERRAINO; MORABITO Sebastiano elemento di vertice della cosca LIBRI nella frazione Gallina. Arrestata anche PITASI Stefania, moglie di CORTESE Maurizio e figlia di Paolo PITASI. Le indagini sono state condotte con l’irrinunciabile ricorso alle intercettazioni grazie alle quali è stato possibile individuare le dinamiche criminali, segnatamente quelle di carattere estorsivo, che hanno determinato il graduale rafforzamento della cosca SERRAINO e in particolare dell’articolazione di San Sperato diretta da CORTESE Maurizio. Determinanti anche le dichiarazioni di alcuni collaboratori di Giustizia.

Ndrangheta: Operazione “Pedegree”. Il core business delle estorsioni in danno di imprenditori e commercianti. L’imposizione di beni e servizi. L’assistenza ai detenuti.

L’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria fa luce sugli interessi illeciti della cosca SERRAINO, svelando un dinamismo sempre più accentuato nel sistematico ricorso ad attività estorsive nei confronti di imprenditori e commercianti che operano nei territori in cui essa esercita l’egemonia mafiosa. Vittime di estorsioni imprenditori e commercianti. Dalle indagini è emerso che con l’intimidazione mafiosa CORTESE ha costretto un rivenditore ad acquistare pane – che in gran parte sarebbe rimasto invenduto e non reso al fornitore – presso l’esercizio abusivo della moglie PITASI Stefania che utilizzava un forno a legna fatto in casa; ha posto in essere pressioni estorsive, avvalendosi di Antonino FILOCAMO, nei confronti del titolare di un bar di San Sperato, al fine di ottenere il pagamento di una mazzetta di 2.500 euro e di fronte alle difficoltà palesate dall’esercente, ha ordinato a Sebastiano MASSARA di danneggiare l’esercizio commerciale. Il verificarsi dell’evento delittuoso è stato scongiurato dall’intervento della Squadra Mobile che, sotto le direttive della D.D.A., ha perquisito l’abitazione del soggetto incaricato di eseguire l’azione delittuosa. Una ditta impegnata nella ristrutturazione di un immobile è stata costretta da CORTESE Maurizio, dalla moglie e dal suocero, a corrispondere una percentuale di 1.000,00 euro sull’importo dei lavori. Diversi creditori di DE LORENZO Salvatore Paolo, affiliato alla cosca, sono stati costretti da CORTESE Maurizio a rinunciare ai crediti, tra cui uno di 105.000 euro vantato a titolo di corrispettivo per alcuni lavori di edilizia dallo stesso commissionati. Maurizio CORTESE, ha intimato alle persone offese di non avanzare richieste di pagamento, avvertendole del suo personale interesse alla rimessione dei debiti del correo. Dalle generali attività di indagine è emerso che i proventi estorsivi erano destinati al finanziamento degli affiliati e a supportare economicamente i detenuti e i loro familiari.

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