PROCEDIMENTO PENALE INQUINAMENTO AMBIENTALE DEPURATORE CONSORTILE DI BIANCO

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Si è tenuta oggi 1 luglio 2020 dinanzi al Giudice dell’Udienza Preliminare di Locri l’ultima udienza del procedimento per inquinamento ambientale che vedeva otto imputati, tra i quali si annoverano il sindaco di Bianco Aldo Canturi, difeso dall’Avv. Ferdinando Pulitanò, l’ex sindaco della cittadina ionica Prof. Antonio Scordino, difeso dall’Avv. Ferdinando Parisi, il tecnico comunale Arch. Filomena Mollica difeso dall’Avv. Concetta Zinghinì, nonché i rappresentanti legali delle Aziende che curavano la manutenzione dell’impianto assistiti dagli avvocati Domenica Tripodi, Lino Diana, Paola Colombini, Leonardo Iamundo e Valerio Gherardini.

Il procedimento ha avuto origine a seguito della paventata mala gestione dell’impianto di depurazione consortile che serve, oltre al territorio comunale di Bianco, anche i comuni di Bovalino, Benestare e Casignana.

Su eccezione dell’Avv. Ferdinando Parisi, difensore dell’ex sindaco di Bianco, il Giudice Amelia Monteleone ha dichiarato la nullità della richiesta di rinvio a giudizio ed ha disposto la restituzione degli atti alla locale Procura della Repubblica. È stato rilevato, infatti, come le condotte attribuite nel capo d’imputazione fossero indeterminate e, pertanto, era stato minato il diritto di difesa degli imputati, ai quali non erano attribuite delle specifiche condotte né chiaramente individuate le norme di legge violate; in particolare Parisi ha evidenziato le lacune del capo di imputazione, anche dopo una integrazione da parte del PM, soprattutto alla luce del fatto che il suo assistito aveva cessato l’incarico di sindaco poco dopo l’entrata in vigore della legge che ha introdotto il reato di inquinamento ambientale.

Secondo l’ipotesi della procura gli amministratori e il tecnico di Bianco, unitamente a chi gestiva la manutenzione, si sarebbero resi responsabili del reato di inquinamento ambientale previsto dall’art. 452 bis del codice penale, fattispecie di reato introdotta nel 2015, ed in base alla quale, nel luglio dello stesso anno la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Reggio Calabria ha provveduto al sequestro del depuratore.

Dopo l’accoglimento dell’eccezione di nullità proposta dall’Avv. Parisi il pallino torna in mano alla Procura, la quale dovrà decidere se proseguire nell’azione penale e, in caso, riformulare l’ipotesi accusatoria nei confronti di tutti gli imputati.

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