RINASCITA, LA DDA NON FA SCONTI: “A PROCESSO 456 INDAGATI”

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Ventitré le posizioni stralciate nella richiesta di rinvio a giudizio. Il maxi-blitz ha colpito tutte le cosche del Vibonese.

La Dda di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per 456 indagati nella maxi-inchiesta “Rinascia-Scott”, condotta contro le famiglie di ‘ndrangheta della provincia di Vibo Valentia. 224 le parti offese. Si tratta dei Comuni del Vibonese, della Regione Calabria, della Prefettura, del ministero della Giustizia e di privati, imprenditori vessati dalle cosche, taglieggiati, sottoposti a minacce e danneggiamenti. Ventitrè le posizioni stralciate rispetto all’avviso di chiusura indagini.

Tra gli indagati eccellenti Giancarlo Pittelli, penalista ed ex parlamentare di Forza Italia, poi passato nel 2017 a Fdi. Il capo di imputazione consta di 438 reati.  Nel mirino della Ddala cosca Mancuso al vertice della locale di Limbadi; la cosca La Rosa, ‘ndrina di Tropea; la consorteria Fiare’-Razionale-Gasparro a capo della locale di San Gregorio d’Ippona; la cosca Lo Bianco-Barba e i Camillo-Pardea dominanti sulla locale di Vibo Valentia citta’; la cosca Accorinti del locale di Zungri; la cosca dei Piscopisani a capo della locale di Piscopio; la cosca Bonavota del locale di Sant’Onofrio; la cosca Cracolici, ‘ndrina di Filogaso e Maierato; la cosca Soriano di Filandari, Ionadi e San Costantino; la cosca Pititto-Prostamo-Iannello della societa’ di Mileto; la cosca Patania della locale dominante a Stefanaconi . Per la Dda, la criminalita’ vibonese è “un vero e proprio cartello ‘ndranghetistico trasversale rappresentativo delle locali di ‘ndrangheta della Provincia di Vibo Valentia” e i capi “una sorta di direttorio criminale (denominato ‘caddara’) avente decisiva influenza in tutta la zona”

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