ROCCELLA J, RIITANO (PD) IN CONSIGLIO COMUNALE: “ABBIAMO UN COMUNE COTTO DI DEBITI CON I TRIBUTI AL MASSIMO”

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Dopo sei anni di Consigli Comunali che mi vedono tra le fila dell’opposizione e di consuntivi votati, il mio dubbio di fondo è sempre lo stesso e cioè: se il Comune ha un bilancio in utile, sano, solido e virtuoso perché i cittadini sono vessati da tributi alle massime aliquote? Cosa che invece ci si aspetterebbe dai Comuni commissariati per dissesto.

Ci è sempre stato risposto che il motivo era poter garantire dei buoni servizi.

Io credo che i buoni servizi siano garantiti anche e soprattutto da personale che a distanza di 22 anni è ancora a costo zero per il comune, poiché pagato dallo Stato (ex LSU/LPU), e che ancora dopo tutti questi anni il Comune non è riuscito a regolarizzare, come invece è successo in altri Comuni calabresi.

L’azione amministrativa del 2019 si è contraddistinta, oltre che per il dato della cassa al 2019, per piani di estinzioni e di rientro del debito, rateizzazioni varie, anticipazioni di liquidità e di tesoreria, ma soprattutto come rileva a pag 11 l’ organismo di revisione, per un equilibrio complessivo negativo pari a circa 441.000 € (pag.9 relazione revisore dei conti)

A fronte di grossi sacrifici dei cittadini il Comune non ha liquidità per poter pagare i dipendenti comunali e a partire da gennaio 2020 si è dovuto ricorrere a un’anticipazione di tesoreria per 2 milioni 631 mila euro.

Per pagare i fornitori dei triennio 2016/2018 si è dovuto ricorrere a un’ anticipazione di liquidità di 433 mila euro con cassa depositi e prestiti

Non è stata versata alla Regione Calabria la somma di 208 mila euro per il conferimento dei rifiuti dell’annualità 2016 e pertanto si dovranno impegnare i bilanci 2020 e 2021 con rate mensili di 8 mila euro fino a marzo 2021.

Sempre con la Regione Calabria si ha un forte indebitamento per la somministrazione dell’acqua potabile delle annualità dal 1981 al 2004 per un totale di 3 milioni di euro (mentre per un altro ulteriore milione di euro c’è un contenzioso in corso!) che occorre pagare a rate semestrali di 142 mila euro fino al 2027.

E ancora, una massa debitoria di circa 6 milioni di euro con Cassa depositi e prestiti e MEF come da allegati, per la quale recentemente e’ stata chiesta la rinegoziazione con rate semestrali da pagare fino a dicembre 2043.

In merito, il Ragioniere dr. Zappavigna, ha fatto delle raccomandazioni: “La contrazione dei mutui, a partire dall’anno dell’ammortamento e fino all’estinzione, comporta il pagamento delle quote annuali per interesse ed il rimborso progressivo del capitale. Questi importi costituiscono, a tutti gli effetti, spese del bilancio corrente da finanziare con altrettante risorse. I mutui trattandosi di un onere che non può essere modificato, salvo il ricorso a complesse e onerose operazioni di rinegoziazione del prestito – cosi come il comune ha fatto – genera un aumento nel tempo del grado di rigidità del bilancio. Ne consegue che il ricorso al credito va attentamente ponderato nei suoi risvolti finanziari e contabili a causa di una residua disponibilità sul limite massimo degli interessi passivi per mutui e prestiti dell’Ente.”

La sostanza è chiara: non è auspicabile richiedere ulteriori prestiti, gli interessi passivi che il Comune paga sono al limite del consentito.

Personalmente mi pare che questa gestione amministrativa sia improntata a prestiti, rateizzazioni, mutui, anticipazioni e rinegoziazioni.

Ma tutto ciò ha un prezzo: 328 mila 170 euro di interessi passivi tutti di competenza del 2019.

Siamo entrati in un preoccupante turbinio di prestiti, mutui e rateizzazioni che causano interessi su interessi, che soffocano le casse del Comune e che si riverberano inevitabilmente sui roccellesi.

Ci chiediamo: perché sono rimaste inascoltate le nostre lettere al Sindaco, in cui abbiamo invitato l’amministrazione, in questo periodo di difficoltà economica e sociale per via della crisi covid, di abbassare o sospendere i tributi, cosi come fatto da tanti comuni, anche a noi vicini?

C’è forse da temere che se il Comune non incassa, possa andare in default?

Un ultimo dato significativo e certamente collegato al bilancio e alle difficoltà economiche del nostro Comune è quello dei crediti che non si riescono a riscuotere (i cosiddetti residui attivi), cioè tutte quelle somme che dal 2011 ad oggi sono aumentate in maniera esponenziale, e che si riferiscono principalmente a tributi non pagati dai cittadini 21.000.000 e rotti di euro!

Come sempre in questi casi vi sono due tipologie di cause: chi non ce la fa a pagare e chi, per motivi diversi che non stiamo qui ad analizzare, non vuole pagare.

La seconda categoria è sempre esistita da che mondo e mondo, probabilmente anche Roccella non fa eccezione ma non credo si tratti di una grossa fetta di cittadini, anzi.

È la prima categoria che invece mi preoccupa, poiché negli ultimi 10 anni si è passati da meno del 20, al 50% di oggi di tributi non pagati (precisamente il 42,51% per la Tassa rifiuti e il 50,06 per la Tasi). Ciò significa che molte famiglie e attività commerciali subiscono una tassazione insopportabile per la loro capacità di reddito, e non ce la fanno a pagare.

Da questa situazione scaturisce poi il sistema di notifiche di accertamenti (quasi sempre recapitate nel periodo natalizio) nelle quali ultimamente compaiono parole come “esecuzione forzata” e “fermo amministrativo”.

C’è poi da rilevare che se il Comune ha potuto approfittare della rottamazione delle cartelle esattoriali consentita dal Governo (rateizzazione di 21 mila euro per contributi assistenziali non pagati dal 2000 in avanti…), lo stesso non ha fatto l’Ente nei confronti dei cittadini roccellesi, visto che aveva la facoltà di concedere una sanatoria dei tributi senza sanzioni, in virtù del Decreto Crescita 2019.

Ancora due perplessità: la prima sulla Jonica Multiservizi. Vorremmo meglio capire come mai le entrate della riscossione delle fatturazioni dei canoni dell’acqua vanno a beneficio della società partecipata, mentre sul bilancio del Comune grava il “contratto di servizio per la gestione del servizio idrico integrato” per la somma di 1 milione e 77 mila euro; e ancora ci chiediamo cosa siano i circa 310 mila euro della voce “Infrastrutture portuali ed aeroportuali” nelle spese del Comune.

E a proposito di Porto, non pensate che sia doveroso riferire ai cittadini cosa sia successo in merito alla chiusura di uno dei servizi più acclamati dai diportisti? Cioè il ristorante pizzeria.

E qual è la verità circa i pagamenti di mesi, anzi anni, di canoni di affitto e gestione degli spazi del gestore del Ristorante?

Era dovuta una penale? È stata corrisposta al comune?

Quali sono i vantaggi e i benefici in termini di ritorno economico, se ce ne sono, nell’aver trasformato il Porto in una specie di Resort?

Dunque oltre ai tributi che diventano residui attivi di dubbia esigibilità, abbiamo da annoverare in questa voce anche i canoni di affitto e gestione degli spazi del Porto.

Rimanendo sugli organismi partecipati, è completamente assente, per come rilevato dall’organo di revisione, la ricognizione sulle società partecipate del comune. Abbiamo infatti potuto prendere visione solo dei consuntivi al 31.12.2018 che per la Jonica Multiservizi registra una perdita pari a circa 53.000 €, per la Porto delle grazie si attesta su un sostanziale equilibrio.

Ma nulla sappiamo della attività economica dell’anno di competenza della discussione odierna, cioè il 2019.

Mi permetto ancora di citare spese incredibilmente alte: quasi 32 mila euro (tra residuo e competenza 2019) per la lotta al randagismo (vorremmo a tal proposito gli estremi della convenzione con il canile cui si appoggia il Comune) ; quasi 100 mila euro per la telefonia fissa, e poi vi sono 257 mila euro di spese dovute per irregolarità e illeciti di cui credo sia necessario riferire in Consiglio, perché sinceramente, ma forse è un limite mio, non sono riuscita a comprendere.

Oltre a queste che per me sono delle vere e proprie criticità e a quelle rilevate dal Dott. Alvaro e da Roccella Futura, credo che manchi in questa gestione una visione d’insieme, una visione a medio e lungo termine, un progetto di sviluppo e programmazione, anche perché mi pare che negli ultimi decenni si sia lasciata la gestione della vita amministrativa comunale alla burocrazia degli uffici piu’ che all’azione politica. Con tutti i limiti di una burocrazia che si sta vedendo mese dopo mese mancare i punti di riferimento degli uffici stessi, visto che molti Responsabili delle varie Aree e Settori comunali stanno andando in pensione, con una seria difficoltà ad interfacciarsi ed interloquire per l’utenza roccellese.

Non vi nascondo che sono davvero molto preoccupata per il futuro di Roccella e soprattutto dei nostri giovani: cosa stiamo lasciando loro oltre alle rateizzazioni fino al 2050?

Credo fermamente che dovremmo dare loro la possibilità di scegliere di rimanere a Roccella Ionica, cosa possibile solo se essi intravederanno una vita futuribile e un futuro vivibile nel nostro paese.

VANESSA RIITANO CONS. COMUNALE PD ROCCELLA JONICA

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