6 Dicembre 2020

Una storia di soldi e di letto. Ma pure una vicenda riconducibile ad un perverso concetto di onore inculcato nella testa di un quindicenne. C’è questo incredibile mix di denaro, sesso e ‘ndrangheta, dietro il plateale omicidio dell’impiegato vibonese Antonio De Pietro, ucciso l’11 aprile del 2005 davanti all’ingresso del cimitero della frazione di Piscopio di Vibo Valentia. A sparare addosso all’amante della madre un giovane di appena 15 anni aspirante “picciotto” di uno dei clan della zona. A distanza ora di tre lustri, grazie ai racconti di alcuni pentiti della ‘ndrangheta vibonese, le forze dell’ordine sono riuscite a chiudere il cerchio sull’inquietante omicidio e ad arrestare l’esecutore materiale del delitto e gli ideatori e organizzatori dello stesso fatto di sangue. L’intera vicenda è stata dettagliatamente ricostruita e pubblicata dallo storico e diffuso settimanale “Cronaca Vera”, diretto dal giornalista Giuseppe Biselli, e in edicola da martedì 30 giugno. Il servizio è stato curato dal giornalista calabrese, esperto di cronaca nera, Antonello Lupis.

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