UN GRAVE ERRORE TRASFORMARE IL PROBLEMA COVID LEGATO AGLI SBARCHI, IN UNA BATTAGLIA IDEOLOGICA.

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Strumentalizzare ideologicamente un problema serio come quello degli sbarchi di clandestini, e pergiunta a rischio Covid-19, come è avvenuto a Roccella, è un grave errore. Vedere diatribe in rete tra leoni e leonesse da tastiera che discutono di accoglienza si, accoglienza no, che si dividono pro e contro Salvini, è un vero squallore. Nani, Pini e Ballerine approfittano di una cosa molto seria per schizzare veleno a più non posso. Ma veniamo ai fatti e torniamo allo sbarco di Roccella, dove 70 immigrati di nazionalità pakistana sono stati bloccati in mare nello specchio acqueo davanti Caulonia.  Bloccati da una motovedetta della Guardia di Finanza e trasportati nel porto piu vicino così come previsto dalle leggi internazionali ovvero Roccella. Da li rifocillati e trasportati al Palazzetto dello Sport per trascorrere la notte, struttura messa a disposizione dall’amministrazione comunale di Roccella Jonica.  Successivamente sottoposti a tampone risultavano positivi al Covid 26 soggetti di cui 5 minori. I maggiorenni sono subito stati trasferiti in due comunità di accoglienza una di Bova e l’altra di Amantea. A Roccella sono rimasti i 20 minorenni, non per scelta di qualcuno o per senso di ospitalità , ma semplicemente perché la legge prescrive che i minori  non accompagnati siano affidati al Sindaco della Città dove è avvenuto lo sbarco. Il sindaco ha poi deciso la struttura che ha dovuto ospitare i minori (parliamo dell’hotel Miramare) e che è sorvegliata dalle forze dell’ordine 24 ore su 24. Tutti i soggetti intervenuti nel soccorso, dal Presidente della Protezione Civile cittadina, al comandante della Polizia Municipale , agli appartenenti a Polizia,  Carabinieri e Guardia di Finanza che quella sera e nelle ore successive hanno partecipato alle operazioni di Soccorso sono stati messi tutti in quarantena (parliamo di circa 50 persone). Questa è la cronaca. Oggi proteste ad Amantea mentre a Roccella tutto tranquillo comprese le presenze,  lungomare e spiagge strapiene. Trasformare ora tutto  questo in una guerra tra poveri, tra favorevoli e contrari all’accoglienza è da poveretti. Premesso che l’animo calabrese è di default ospitale, ma la generosità e la solidarietà non deve mettere a rischio i sacrifici fin qui fatti, nessuno può mettere a rischio la salute di una comunità.  Gli sbarchi almeno in questo periodo vanno fermati e in alternativa pilotati. Bisogna pensare come evitare che questa cosa si torni a verificare perché tra pochi giorni avverranno altri sbarchi e sarà sempre peggio, il rischio è un danno irreparabile , prima di tutto all’economia turistica, che qui produce proprio in questi due mesi, e poi il rischio sanitario che comunque in verità spaventa sempre meno soggetti.  Forse perché il virus (anche se non mutato) ha effetti clinici sempre più lievi, tali da non far ricorrere non solo a ricoveri ma neanche a cure mediche. Le polemiche lasciamole ai leoni (solo sulla tastiera) .    Giuseppe Mazzaferro | direzione@telemia.it 

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