CORONAVIRUS IN CALABRIA: TERAPIE INTENSIVE, TEMPI PIÙ LUNGHI

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Mancherebbe il via libera del commissario nazionale per iniziare gli interventi Si tratta di postazioni fondamentali per arginare un ritorno dei contagi da Covid-19

Doveva essere il provvedimento spartiacque dopo i mesi della grande paura. E invece il decreto di riordino della rete ospedaliera calabrese – con l’incremento dei posti-letto di terapia intensiva e la rimodulazione di altri per crearne ulteriori di semi-intensiva – rischia di rimanere incagliato tra le sabbie mobili di una burocrazia spesso non all’altezza della situazione. Per realizzare il piano messo a punto dalla Regione mancherebbe il via libera da parte del commissario nazionale per la gestione dell’emergenza sanitaria Domenico Arcuri. Senza le necessarie autorizzazioni, le possibilità di attivare le nuove postazioni negli ospedali calabresi per inizio autunno – in modo da essere pronti in vista di una seconda ondata di contagi da Covid-19 – sono pressoché nulle. Già, perché nelle Aziende chiamate ad attuare gli interventi programmati da Regione e validati dal ministero della Salute non c’è traccia di cantieri e lavori in corso.

Il piano stilato alla Cittadella

L’obiettivo della Regione è arrivare a 280 posti letto di terapia intensiva – rispetto ai 146 attualmente disponibili – e per questo sono stati previsti lavori per un importo superiore a 50 milioni. Quanto alla semi-intensiva, si punta all’attivazione di ulteriori 136 postazioni. Si tratta di cifre importanti, che darebbero respiro nel caso in cui i soggetti colpiti dal coronavirus in Calabria dovessero tornare ad aumentare.

Nei giorni scorsi il quadro stilato dai commissari per la sanità calabrese Saverio Cotticelli e Maria Crocco è stato aggiornato nella parte relativa alla rimodulazione dei posti-letto di semi-intensiva. Spariti i riferimenti al presidio ospedaliero di Soverato, si lavorerà all’attivazione di 8 posti-letto a Lamezia Terme – di cui 4 immediatamente convertibili in terapia intensiva – accanto alle Unità operative di Malattive infettive e Pneumologia.

L’altra “novità” riguarda l’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria dove è stata prevista un’implementazione – da 14 a 27 – dei posti-letto di semi-intensiva, che dovrebbero essere installati in un edificio del Grande ospedale metropolitano adiacente alle Malattie infettive. Tutto questo mentre si attende l’assunzione a tempo determinato di 361 unità: 84 medici, 186 infermieri e 91 operatori socio-sanitari e il reclutamento del personale necessario all’operatività di 5 mezzi di trasporto, di cui 2 per l’Asp di Cosenza, 1 per l’Asp di Catanzaro e 2 per l’Asp di Reggio Calabria destinati ai trasferimenti secondari dei pazienti Covid-19, per le dimissioni protette, per i trasporti inter-ospedalieri, per pazienti non affetti da coronavirus.

Numeri e prospettive che attendono sempre di essere tradotti in fatti concreti.

FONTE GAZZETTA DEL SUD

SERVIZIO DI MARIA TERESA CRINITI

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