EMOZIONI OLIMPICHE A REGGIO NEL RICORDO DELLA FIACCOLA DEL 1960

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Una serata densa di emozioni a cinque cerchi tenute assieme da un unico filo, quello dei ricordi e delle testimonianze. In questo modo anche Reggio Calabria ha voluto rendere omaggio al Sacro Fuoco di Olympia con una serata dedicata al ricordo dei sessant’anni dal passaggio dalle rive dello Stretto – il 19 agosto 1960 – della fiaccola olimpica che, sbarcata a Siracusa il giorno prima proveniente dalla Grecia, fece rotta su Roma seguendo un percorso in Calabria modellato in maniera tale toccare tutte le realtà più significative della Magna Grecia. L’occasione è stata data dalla presentazione, nella terrazza dell’Hotel Torrione, del supplemento digitale speciale di Calabria.Live interamente dedicato all’avvenimento “Il Sacro Fuoco” ideato dal giornalista Aldo Mantineo che ne ha curato il progetto assieme al direttore di Calabria.Live Santo Strati. Alla serata, aperta dal saluto del padrone di casa Demetrio Lavino, oltre ai due curatori ha preso parte anche Tonino Raffa – una delle voci storiche di “Tutto il calcio minuto per minuto”  che di Olimpiadi ne ha “raccontate” ben tre – anche nelle vesti di presidente del Panathlon Reggio. Il club – presente anche il past governatore dell’area meridionale Antonio Laganà – è stato  infatti tra i promotori dell’appuntamento.

Emozione protagonista assoluta in questa calda sera d’estate nel corso della quale, anche attraverso le commosse testimonianze di Maria Grazia Penna – figlia di Aldo Penna, sessant’anni fa primo tedoforo in terra di Calabria –  e di Mariastella Granillo, figlia di Oreste, figura di primissimo piano della scena sportiva non solo di Reggio, ha preso corpo il racconto di un avvenimento straordinario nel quale le parole hanno a tratti ceduto il passo alla suggestione di  immagini d’epoca, molte in bianco e nero, tratte da una serie di vecchi filmati che hanno proiettato tutti indietro nel tempo di sessant’anni.

“Il Sacro Fuoco” prova a recuperare, attraverso documentazioni originali, testimonianze (come quelle di Rosario Lo Bello, figlio dell’arbitro per antonomasia Concetto Lo Bello, nel 1960 primo tedoforo in terra italiana), ricostruzioni (come quelli degli storici delle sport Enzo Pennone e Pasquale Nucara), analisi storico-archeologiche (come quella del direttore del MArRC Carmelo Malacrino) e riflessioni – tra le quali quella del presidente del CONI della Calabria Maurizio Condipodero – lo spirito di quei giorni così importanti non soltanto per la Calabria ma per l’intera Italia che stava operosamente lavorando per dare corpo a quel “miracolo italiano” che, specie in momenti così travagliati come quelli attuali appare un utile punto di riferimento al quale ispirare l’agire quotidiano.

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