LA PROFONDA DEVOZIONE DI FRATEL COSIMO VERSO SANT’EMIDIO, VESCOVO E MARTIRE, SANTO PROTETTORE CONTRO LA PANDEMIA, I TERREMOTI, LE CALAMITÀ NATURALI, LE GUERRE

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Mercoledì 5 Agosto 2020, al santuario Nostra Signora dello Scoglio, fondato da Fratel Cosimo Fragomeni, da oltre mezzo secolo, è stata celebrata la festa di Sant’Emidio, Vescovo e Martire. Un santo molto amato da Fratel Cosimo e da centinaia di migliaia di devoti, in tutto il mondo, la cui intercessione, a detta del fondatore della rinomata opera mariana e di moltissime persone, ha preservato le nostre zone e la nostra gente dalle perdite di vite umane purtroppo registratesi in altre aree del Paese. Nella propria evangelizzazione, qui di seguito riportata integralmente, Fratel Cosimo ha detto:
“Cari fratelli e sorelle, convenuti nel Santuario Nostra Signora dello Scoglio, a voi tutti rivolgo un saluto di pace e di gioia, augurandovi ogni bene nel nome del Signore. Gesù disse ai suoi discepoli: “Pregate in ogni tempo”. E la preghiera assidua che noi continuamente eleviamo alla Santa Vergine in questo luogo benedetto, ci illumini a camminare ogni giorno alla sua presenza, affinché guidati da lei possiamo conoscere sempre più Gesù e seguirlo nella nostra vita. Seguire Gesù significa ascoltare il suo messaggio e accoglierlo nel proprio cuore. Ed ora vogliamo ascoltare il brano del Vangelo di Matteo c. 15 v. 21 – 28. Esso dice: “Partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone. Ed ecco una donna cananea, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: Pietà di me, Signore, Figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio. Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i discepoli gli si accostarono implorando: Esaudiscila, vedi come ci grida dietro. Ma egli rispose: Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele. Ma quella venne e si prostrò dinnanzi a lui dicendo: Signore aiutami. Ed egli rispose: Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini. E’ vero Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni. Allora Gesù le replicò: Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri. E da quell’istante sua figlia fu guarita”. Fratelli e sorelle, dopo aver ascoltato il meraviglioso racconto della donna Siro-fenicia, esposto dal pubblicano Matteo Levi nel suo Vangelo, arriviamo pertanto alla prima risposta di Gesù alla donna cananea: “Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini”. Apparentemente questa risposta sembrerebbe molto dura e severa, tra l’altro tenendo presente che il Signore Gesù si stava rivolgendo ad una donna sofferente che aveva estremo bisogno di aiuto per la figlia tormentata dal demonio. Cerchiamo di comprendere questa espressione. Allora perché Gesù rivolge queste parole alla donna? Non aveva anche lei diritto, da un punto di vista diciamo simbolico, di mangiare di quel pane? Arriviamo ora alla risposta che dà la donna al Signore Gesù. E’ una risposta assolutamente sorprendente che ci mostra se vogliamo, la maturità che aveva raggiunto questa donna cananea. Essa risponde: “Dici bene Signore, ma anche i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”. In questa risposta possiamo osservare due cose molto importanti. Innanzitutto, questa donna è assolutamente soddisfatta della risposta di Gesù, esprimendo la sua condivisione, ma nello stesso tempo si riconosce nella sua umiliazione non soltanto identificandosi come una cagnolina, ma anche esprimendo la necessità che lei come cagnolina ha di mangiare di quelle briciole che cadono dalla tavola. Ovviamente questa è un’espressione simbolica che però mostra lo stato di umiliazione che la donna riconosce. Forse, proprio a questo il Signore Gesù voleva portarla. Miei cari, alla luce del Vangelo, potremmo fare oggi questa considerazione: Noi siamo come dei cagnolini, che sono stati saziati dal Signore e che sono divenuti dei suoi figli, eredi di Dio e allo stesso tempo coeredi di Gesù Cristo per la sua grazia, come dice San Paolo nella Lettera ai Romani c. 8 v. 17. Ora sentiamo l’affermazione di Gesù, la quale risulta essere chiaramente di elogio verso la donna cananea: “Donna, davvero grande è la tua fede”. La fede dunque che questa donna mostrò è stata davvero grande, poiché ha riposto la sua piena fiducia nel Signore. Ed ecco che il Signore Gesù, vedendo la sua ferma e grande fede prosegue affermando: “Ti sia fatto come tu desideri”. E da quell’istante sua figlia fu guarita. Quindi, la donna alla fine vide esaudita la sua richiesta. Ovviamente dall’esempio di questa donna, dobbiamo tenere presente una cosa: Ci può essere per noi l’esaudimento da parte del Signore su una nostra volontà, soltanto quando essa sarà sottomessa alla volontà di Dio. E quando noi chiediamo al Signore, e l’esempio della cananea ce lo dimostra, siamo chiamati a chiedere con fede e con una volontà sottomessa a quella del Signore. Una lezione se vogliamo, che ci viene chiaramente evidenziata dal Vangelo di oggi è che in Dio c’è guarigione. Infatti il risultato fu la guarigione della figlia della donna. Nel Salmo 147 al v. 3 la Parola di Dio dice: “Il Signore guarisce i cuori affranti e fascia le loro ferite”. Miei cari fratelli e sorelle, il Signore è potente da guarire qualsiasi piaga, sia fisica che spirituale. Possiamo dire riguardo la donna Siro-fenicia che il Signore Gesù effettuò due guarigioni: una fisica per la figlia e l’altra morale per la madre. Ed ora, nel concludere la riflessione sul Vangelo, apriamo una nuova parentesi rivolgendo la nostra attenzione sulla grande ed eccelsa figura di Sant’Emidio, vescovo e martire, nostro patrono e protettore contro i terremoti. Oggi come sapete, si celebra la sua festa nel ricordo del suo glorioso martirio, avvenuto nella città di Ascoli Piceno il 5 di Agosto dell’anno 303, sotto la persecuzione di Diocleziano. Emidio dopo la sua conversione avvenuta all’età di 23 anni nella città di Treviri in Germania, è divenuto un grande apostolo della fede e un predicatore dinamico che con serafico ardore, proclamò il Vangelo in diverse regioni d’Italia. La proclamazione del Vangelo e le sue prediche, spesse volte venivano accompagnate da segni, miracoli e prodigi che si verificavano di mezzo al popolo. In tutta la sua vita apostolica Emidio è stato un potente Taumaturgo, e un convertitore di molti pagani, i quali dopo aver ascoltato le sue prediche chiedevano subito il Sacramento del Battesimo cristiano. Un giorno, mentre stava predicando nella città di Ascoli, in una località chiamata Borgo Solestà, vi era presente anche la figlia del Prefetto Polimio, la quale dopo aver ascoltato la sua predicazione, insieme a molti altri pagani, si convertì al cristianesimo, e chiese al giovane Emidio di battezzarla. Questa fu la causa scatenante per la quale il Prefetto Polimio s’indignò a tal punto che fece chiamare Emidio dicendogli: Se tu rinneghi la tua fede e abbracci quella degli dei pagani, io ti darò in sposa mia figlia Polisia. Emidio che era pieno di Dio gli rispose categoricamente di non voler affatto rinnegare la sua fede cristiana. Allora il Prefetto s’infuriò ancor più di prima, e mentre Emidio predicava, per ordine del Prefetto, tra le grida e le urla del popolo, gli venne troncato il capo. E in quel medesimo istante, alla vista di tutto il popolo, si verificò un clamoroso portento: Il Santo Martire dal capo reciso si abbassò fino a terra, prese la sua testa fra le mani e la portò per 300 metri deponendola in una delle grotte dette di Perignana. Proprio lì, dove Emidio depose la sua testa, fu sepolto anche il suo corpo e rimase lì per moltissimo tempo. Dopo secoli trascorsi, si pensò di traslare il venerato corpo di Emidio e portarlo nella Cattedrale di Ascoli, però non sapendo quale fosse la tomba del Santo, siccome in quelle grotte furono sepolti anche i corpi dei suoi tre compagni che lo seguirono per tutta la vita, si trovarono in serie difficoltà. Allora, la Divina Provvidenza dimostrò la sua grandezza. Ecco che apparve un segno: su una di quelle tombe spuntò una pianta di basilico e siccome di generazione in generazione si diceva che quando fu sepolto il corpo del martire venne coperto con molte foglie di basilico, hanno interpretato e collegato il segno della pianta alle foglie di basilico. Infatti scavarono e vi trovarono il corpo del santo ancora coperto di foglie di basilico. Il corpo del glorioso martire Sant’Emidio fu portato processionalmente in cattedrale, dove oggi riposa racchiuso in un’urna sotto l’altare della Cripta in Ascoli. Da allora, incominciarono a verificarsi un’infinità di miracoli operati da Dio per intercessione di Sant’Emidio a favore del popolo ascolano e dei suoi devoti. Non senza ragione gli ascolani hanno sempre venerato e venerano tutt’ora questo loro speciale protettore con tanto culto, avendoli esso assistiti sempre nei maggiori bisogni, come i flagelli orribili della guerra, della peste, della siccità e dei terremoti. Nell’anno 566 una terribile peste spopolò quasi tutta l’Italia, mentre la città di Ascoli fu, con l’aiuto di Sant’Emidio, liberata da tale contagio. I cittadini, supplichevoli intorno all’altare della tomba del santo, col solo toccare pieni di fiducia la tomba, rimanevano risanati se infetti, o preservati se ancora liberi. Un’altra liberazione miracolosa dalla peste ottenne la città di Ascoli nell’anno 1038, quando Bernardo primo, allora vescovo di Ascoli, ordinò una solenne processione per le vie della città con il miracoloso braccio di Sant’Emidio. Nel momento in cui il vescovo impartì la benedizione col miracoloso braccio, il santo si fece vedere in alto sotto gli occhi di tutti, girando intorno alle mura della città, e terminato che fu il giro, terminò anche la peste, lasciando immediatamente la città liberata dal flagello, senza che perisse più alcuna persona, neppure i già infetti dal male. A tal proposito, oggi intendo ringraziare ancora una volta pubblicamente insieme alla Santa Vergine Nostra Signora dello Scoglio, il glorioso martire Sant’Emidio nel giorno della sua festa, per averci preservati e liberati dal terribile contagio del coronavirus. Non vi scandalizzate se mi sentite parlare in questi termini, specie al tempo d’oggi, in cui difficilmente si riconoscono gli interventi miracolosi, ma gli uomini di fede parlano così. Invece gli uomini titubanti che dubitano e non hanno certezza di fede, usano un’altra forma, un altro modo di parlare. Disse Gesù nel Vangelo di Matteo dopo aver operato dei miracoli: “E beati coloro che non se ne ritorneranno indietro scandalizzati”. Miei cari fratelli e sorelle, non basterebbe un giorno intero per raccontarvi le meraviglie operate da questo grande taumaturgo Sant’Emidio. Nell’anno 1703, allorché l’Italia tutta rimase danneggiata da orribili e continui terremoti per un lungo periodo di tre mesi, e specialmente dal terremoto accaduto il 2 febbraio di quell’anno, il più spaventoso non solo dei molti che si fecero sentire in quel periodo, ma ancora di più di quelli accaduti tanti secoli prima, mentre per questo terremoto patirono grandi rovine le città dell’Umbria e dell’Abbruzzo, la città di Ascoli, che accoglie le sacre spoglie del santo martire, rimase miracolosamente salvata. Miei cari che mi ascoltate, forse ancora non conoscete abbastanza bene questo grande e miracoloso martire, anche se viene venerato in tante città del mondo e persino nella città santa di Gerusalemme, vi esorto comunque oggi, con tutto il cuore a divenire dei veri devoti di Sant’Emidio, per avere la sua protezione, non solo sulle vostre persone, ma anche sulle vostre famiglie e sulle vostre città. Se noi crediamo davvero come ha creduto la donna cananea, e preghiamo Sant’Emidio con fede, Sant’Emidio si mostrerà benevolo verso di noi suoi devoti, proprio come faceva un tempo, e non ci priverà della sua celeste protezione. E vado verso la conclusione. L’anno scorso ho cercato di parlare sulla vita apostolica del santo martire, quest’anno invece ho preferito soffermarmi un po’ su alcuni avvenimenti miracolosi attribuiti al santo, per ricordare nel terzo millennio che il tempo dei miracoli non è passato, e sapete perché? Perché Gesù Cristo non è passato, il suo Vangelo non è passato, i Santi di Dio non sono passati. Ecco perché i miracoli vengono operati ancora oggi e in ogni tempo. Sant’Emidio è stato un taumaturgo, un grande operatore di miracoli e prodigi per eccellenza. “O illustre e ammirabile nostro protettore Sant’Emidio, sono già trascorsi più secoli, da chè godi dell’alto rarissimo privilegio da parte di Dio di disporre come e quando a te piace dei terremoti. Di questo potere usa tutt’ora a gloria di quel Dio, che tanto ti volle esaltare, e anche a vantaggio di quelli che hanno l’onore di essere nel novero dei tuoi devoti. Degnati o amorevole nostro protettore, te ne preghiamo, di fare uso a nostro favore di quel dominio, che ti diede l’Altissimo, anche se riconosciamo di non meritarlo, perché peccatori. Noi viviamo di continuo sotto la tua vigile tutela, e da te riconosciamo lo scampo dall’orribile flagello del terremoto. E anche se la nostra terra è particolarmente soggetta alle scosse sismiche, noi pieni di fiducia speriamo sempre e confidiamo in te. Noi ti diciamo grazie, o nostro caro Sant’Emidio, grazie infinite per la tua benevolenza immeritata verso tutti noi. Dal cielo ove regni beato continua sempre a vegliare su questa nostra povera e arida terra, affranta, travagliata e tormentata”. Il Signore oggi, faccia scendere copiosa la sua benedizione per intercessione di Sant’Emidio, Vescovo e martire, su tutti noi, sulle nostre famiglie e le nostre città, a protezione da ogni male, da ogni pericolo, e da ogni flagello e calamità. Amen. Sia lodato Gesù Cristo.”

Fratel Cosimo accanto alla preziosa e magnifica statua lignea di Sant’Emidio

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