‘NDRANGHETA: KLAUS DAVI, ‘DICHIARAZIONI PAOLO PITASI AMBIGUE E STRANAMENTE ASSOLUTORIE VERSO COSCA SERRAINO’

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Perché Pitasi non nomina Ivan Nava? Chi vuole coprire?

 

«Sono molto interessanti e illuminanti le dichiarazioni del pentito Paolo Pitasi, pubblicate da Fabio Papalia, in merito all’omicidio di Nino Gullì che confermano quanto abbiamo scritto esattamente il 23 maggio scorso in un articolo pubblicato da numerose testate e che riproponiamo di seguito, per chi non avesse avuto il modo di leggerlo: https://it-it.facebook.com/klausdavi2/posts/868247633671505?__tn__=-R. Nel pezzo piuttosto dettagliato scrivevamo quanto segue:

  1. a) “Tra i nemici giurati del Gullì figurava tale Franco Giordano che in più occasioni era stato umiliato pubblicamente dal Gullì e che per questo lo detestava”; nell’intercettazione il Pitasi, confermando quanto da noi scritto, dice che “il movente per cui Franco sui sarebbe deciso a uccidere il pentito era legato al fatto che questi era molto presente sul territorio, di fatto controllandolo come se quella zona gli fosse stata assegnata, suscitando molto fastidio in Franco”;
  2. b) “Il giovane killer mandato dai Serraino viene segnalato nelle cronache del tempo come un ragazzo di bassa statura, sovrastato da un cappello a larghe tese, che spara al Gullì mentre è intento a giocare ai videopoker e lo fredda”. A questa cosa Pitasi non fa cenno ed è molto curioso, perché nella cosca Serraino era ed è risaputa;
  3. c) da chiarire il ruolo dei due volontari dell’ambulanza privata che avevano condotto il quasi cadavere in ospedale e che furono “richiamati” dai boss per aver tentato di salvare il Gullì. Cosa che nella cosca Serraino era ed è risaputa ma di cui Pitasi non parla;
  4. d) da chiarire come mai nonostante la sala giochi fosse piena di gente quel giorno non sia stato possibile ricostruire un identikit utile del killer;
  5. e) come mai il loquace Pitasi non fa alcun cenno a Ivan Nava che invece, secondo numerose dichiarazioni da noi raccolte, sarebbe stato l’esecutore materiale dell’omicidio Gullì?
  6. f) fa veramente pensare che il Pitasi abbia detto in questa intercettazione che Giordano avrebbe agito da solo senza autorizzazioni, cosa del tutto improbabile e che va contro le regole della ‘Ndrangheta per diversi motivi. In primo luogo per lo spessore dell’omicidio che doveva essere commesso. In secondo luogo per la scelta della data che coincideva con l’importante festa della Madonna di Modena venerata nell’omonimo quartiere di Reggio. A maggio scrivevamo (senza essere smentiti né querelati) che l’ok era arrivato direttamente da Nino Niccolò e Domenico Serraino, ora deceduto. Veramente singolare che il Pitasi assolva i suoi due capi e scarichi la colpa unicamente su Giordano. Domanda lecita: chi vuole coprire?
  7. g) il Pitasi conferma che l’attentato a Giordano, come scritto da noi il 23 maggio, era probabilmente frutto dell’azione di ambienti legati a Gullì. Un fatto talmente eclatante che provocò gravi conseguenze fisiche per il Giordano e che avrà sicuramente messo in allarme i vertici della cosca Serraino, che non potevano certo ignorare quanto stava accadendo.

Siamo comunque contenti che dopo dodici anni di lungo silenzio qualche elemento di verità stia affiorando sulla vicenda e siamo felici che queste ‘rivelazioni’ abbiano fatto riemergere un pezzo di verità. ma solo un pezzo». Lo ha dichiarato il massmediologo e giornalista Klaus Davi, che sulla vicenda di Nino Gullì pubblicò diversi articoli nel maggio scorso.

 

 

Klaus Davi & Co.

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