SOVERATO AL VOTO, CILURZO: “SOLITI BURATTINAI HANNO UCCISO LA DEMOCRAZIA”

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L’ex presidente del consiglio comunale: “C’è chi non vuole fare emergere la disastrosa situazione economico-finanziaria dell’ente”

“C’era la pressante necessità di ridare alla città quella partecipazione che aveva caratterizzato la vita politica in questi decenni, ma i burattinai di turno hanno ucciso la democrazia. Soverato è stata umiliata, offesa e ridicolizzata in quello che possiamo considerare il momento più buio delle sua storia politica”. E’ tranchant l’analisi di Vincenzo Cilurzo, già presidente del consiglio comunale e attivo componente del movimento politico “Semplicemente Soverato”. Sodalizio che ha deciso di non partecipare alle prossime elezioni amministrative di settembre, dopo una serie di trattative di seguito ricostruite nel loro evolversi. “La paura di perdere di fronte una maggioranza uscente che partiva con il favore dei pronostici – scrive Cilurzo – non doveva rappresentare un limite e, per questo, come Semplicemente Soverato abbiamo lavorato per dare alla città un consiglio comunale dignitoso e qualificato, che rappresentasse la comunità, fatto da una maggioranza, organo di indirizzo e programmazione, e una minoranza  il cui  ruolo, responsabilmente, doveva necessariamente concretizzarsi nella verifica e controllo degli atti amministrativi e nella concreta possibilità di essere interprete  di proposte alternative. Le minoranze vanno intese come amministratori della legittimità degli atti, proprio perché le norme attualmente in vigore  attribuiscono loro, oltre che un ruolo politico, anche e soprattutto un ruolo di controllo sulla legittimità degli atti al punto da incorrere in possibili forme indirette di responsabilità”. Ma, nella vicenda soveratese, si sono inserite “menti occulte che hanno ostacolato questa volontà di ridare dignità al consiglio comunale della terza città della provincia di Catanzaro”. “Per chi come noi – spiega Cilurzo, – gli unici nell’assordante silenzio di tutta la politica soveratese, ha seguito gli atti amministrativi dell’attuale maggioranza, questo obiettivo era prioritario. Dopo l’apertura a tutte le forze politiche presenti in città, pur facendo i dovuti passi indietro, ci siamo imbattuti in contesti  vaghi  e confusi  per i quali la coerenza ci ha posto nella condizione di non scendere a compromessi di fronte all’ostinatezza di chi ha voluto veicolare un chiaro messaggio di disaffezione per questa città a scapito delle proprie interessate imposizioni”. E così sono spuntati “movimenti che si sono disciolti strada facendo, per paura di competere con un avversario già dato, sulla carta, vincente. Altri che, con tracotanza, hanno imposto la propria candidatura a sindaco, senza nessuna possibilità di confronto su programma e compagni di viaggio. Infine altri che, restii nel volersi apparentare con altre realtà presenti sul territorio, non hanno mantenuto la stessa linea in altri comuni”. Quanto al centrodestra “fortemente vocato in città e che vantava commissari, coordinatori, segretari di partito, simpatizzanti e militanti, ha palesemente  lasciato intendere una chiara e  interessata quiete di chi opportunisticamente aspettava di salire sul carro dei vincitori, pronti a sostenere ed allearsi con una lista a guida Pd”.  E nessuno che abbia detto una parola “sulla disastrosa situazione economico-finanziaria dell’ente, che rimane ancora in attesa di essere sentenziata (Piano di riequilibrio finanziario pluriennale riformulato  datato 28 febbraio 2018) e su cui la maggioranza uscente che, per inciso, non ha neanche assolto l’obbligo di pubblicazione della relazione di fine mandato, si è impegnata a ripianare il debito attraverso le solite aliquote e tariffe dei tributi nella massima misura consentita”. “In un contesto – conclude Cilurzo – dove in un quadro di  pre-dissesto è mancato il pluralismo e la partecipazione, il contributo della politica avrebbe sicuramente concorso ad arricchire e stimolare  l’azione amministrativa di una maggioranza che ha svolto mediocremente l’ordinario senza mai incidere significativamente in tutti quei provvedimenti straordinari quali Psc, Piano Spiaggia, Piano Urbano del Traffico, rilancio del centro storico, che avrebbero ridato alla città quella identità capace di rilanciarla strategicamente e strutturalmente e, di  conseguenza, in termini turistico-commerciali. Il futuro della città sarà e rimarrà ancora in mano a chi, pur di non dichiarare il dissesto e limitare le relative conseguenze sul piano politico, con delibera di consiglio comunale n. 12 del 27/07/2020 ha approvato un disavanzo di amministrazione di 13.080.786 euro che la stessa maggioranza o, meglio, noi cittadini, con i tributi al massimo, dovremo ripianare nei prossimi 25 esercizi finanziari dal 2020 al 2044. Ma di questo nessuno se ne interessa… tanto Soverato rimane la città più ricca della Calabria!”. 

 

Francesco Pungitore

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