CARCERI: FERRO (FDI), BOSS A CASA BEFFA PER CITTADINI ONESTI

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Annunciata interrogazione al Ministro della Giustizia Bonafede

“Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, che ha avuto accesso ai dati del ministero della Giustizia, sono ancora a casa oltre 100 boss mafiosi scarcerati durante il lockdown con il pretesto del coronavirus”. Lo afferma, in una nota, il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, segretario della Commissione parlamentare antimafia. “Non sono mai rientrati in carcere, nonostante il decreto del ministro Bonafede che aveva promesso di porre un freno all’ondata di scarcerazioni – aggiunge Ferro – boss del calibro di Pasquale Zagaria, mente finanziaria dei Casalesi, Pino Sansone, accusato della riorganizzazione di cosa nostra, ma anche il ras della mafia dei pascoli Gino Bontempo e il padrino di Caltagirone Ciccio La Rocca, e ancora Giuseppe Libreri, Stefano Contino, Diego Guzzino. La permanenza a casa dei boss mafiosi per il rischio di contagio appare come una ulteriore beffa nei confronti dei cittadini che credono nella capacità dello Stato di difendere la legalità, e nei confronti dei magistrati e delle forze dell’ordine che combattono quotidianamente contro la criminalità organizzata. E’ inoltre evidente l’ulteriore danno di sottrarre il personale delle forze di polizia all’attività investigativa e di controllo del territorio per dedicarlo alla sorveglianza dei boss”. Wanda Ferro, nella nota, annunci’ una interrogazione al ministro Bonafede con cui chiede conto “delle ragioni dei mancati ritorni in cella dei boss scarcerati per il rischio covid,” e lo invita “a trasmettere alla Commissione i dati aggiornati. Il deputato, insieme ai colleghi del gruppo di Fratelli d’Italia in Commissione, Antonio Iannone e Luca Ciriani, “ribadisce inoltre la richiesta al presidente Nicola Morra di riprendere l’audizione del ministro Alfonso Bonafede e dell’ex capo del Dap Francesco Basentini e di invitare il suo successore Dino Petralia a riferire sui nuovi protocolli operativi di prevenzione del contatto Covid-19 negli istituti penitenziari e, più in generale, sulla gestione del sistema carcerario”.

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