CORONAVIRUS: CDC, POSSIBILE TRASMISSIONE ATTRAVERSO AEROSOL

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Nuove linee guida confermano rischi contagio con microparticelle

Il nuovo coronavirus si diffonde anche attraverso l’aerosol di particelle microscopiche che possono rimanere sospese nell’aria e inalate. A evidenziare il rischio di trasmissione aerea per il virus responsabile della pandemia di Covid-19 sono i Centri per il controllo delle malattie (Cdc) degli Stati Uniti., che nelle nuove linee guida si esprimono in merito a un nodo controverso, ovvero la capacità del virus Sars-Cov-2 di essere trasmesso attraverso l’aerosol. La più frequente modalità di contagio del nuovo coronavirus sono le goccioline, o droplet, dal diametro superiore ai 10 micron, che tendono a depositarsi sulle superfici per via del loro peso. Alcuni studi hanno mostrato che il virus è presente anche in particelle microscopiche, che rimangono sospese in aria per tempi più lunghi e possono viaggiare in spazi maggiori. “È possibile che Covid-19 si diffonda attraverso le goccioline e le particelle sospese nell’aria che si formano quando una persona infetta tossisce, starnutisce, canta, parla o respira. Vi sono prove crescenti – si legge nell’aggiornamento sul portale – che le goccioline e le particelle sospese nell’aria possono rimanere sospese nell’aria ed essere respirate da altri e percorrono distanze superiori a 6 piedi. In generale, gli ambienti interni senza una buona ventilazione aumentano questo rischio”. Dopo la lettera di 239 scienziati, pubblicata su Clinical Infectious Diseases, l’Organizzazione mondiale della sanità aveva definito “possibile” la trasmissione aerea, pur ritenendola limitata a specifiche circostanze. Ora a confermarlo sono i Centri per il controllo delle Malattie statunitensi.

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