E’ IL GIORNO DELLA MADONNNA DI POLSI

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La comunità si stringe intorno a monsignor Oliva ricoverato in ospedale «È il momento di affidarci alla Vergine Addolorata con sentimenti filiali»
«Come potrei essere vicino agli ammalati senza partecipare nella mia carne alla loro sofferenza?»

Oggi è un giorno speciale per i fedeli della Locride, perché ricorre la solennità della Madonna di Polsi. Ed è oggi che le preghiere delle chiese e dei fedeli della Diocesi di Locri-Gerace sono rivolte, con maggiore intensità, a monsignor Francesco Oliva, che si trova ricoverato presso l’ospedale di San Donato Milanese, dove sarà sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Al vescovo Oliva sono giunte da tutta la Locride, e non solo, numerose preghiere e tanti messaggi di conforto e di vicinanza. Ci si stringe con affetto al proprio pastore nel giorno in cui ricorre la Madre del Divin Pastore, che ha donato suo figlio per l’umanità, guarendo i malati sostenendo i bisognosi.

Monsignor Oliva lo percepisce da lontano il calore della gente della Locride. Ed è anche per questo motivo che ringrazia tutti in maniera “ufficiale” attraverso una nuova lettera inviata dall’ospedale milanese e divulgata ieri pomeriggio. Nella nuova missiva, dopo quella inviata da Roma domenica, il vescovo si rivolge a sacerdoti e ai fedeli: «Sento che tanti pregano anche per me – scrive il vescovo -. Tanti hanno provato a telefonarmi. Chiedo loro scusa se non ho potuto rispondere. A tutti dico: grazie veramente, grazie».

Sua eccellenza ricorda che in questi giorni fervono le celebrazioni mariane, che iniziano con festa della Madonna di Polsi, alla quale seguiranno a giorni le ricorrenze della Madonna di Portosalvo, della Madonna delle Grazie, della Madonna Addolorata: «È il momento di affidarci a Lei con sentimenti filiali», sottolinea. E aggiunge: «O Maria, salute degli infermi, non distogliere il Tuo sguardo dal tuo popolo fedele. Un popolo veramente cristiano, perché mariano».

Il vescovo rivolge un pensiero particolare alla Madonna della Montagna: «Anch’io quest’anno sono tra quei devoti che, pur volendo, non possono raggiungere il santuario di Polsi. Vi partecipo dall’ospedale di San Donato Milanese, santuario nel quale tanti malati invocano cure e salute. Sto per essere sottoposto – come ormai sapete – ad un delicato intervento chirurgico. Sarà questo ospedale il santuario dal quale offrirò al Signore il mio sacrificio di lode. Con grande fiducia in Dio Padre buono che vuole sempre e solo il bene dei figli».

Nella lettera il vescovo Oliva ricorda la sua visita pastorale in mezzo ai malati, che ha iniziato nella Vicaria Sud, e sottolinea: «So che l’esperienza che sono chiamato a vivere non è a caso. Come potrei visitare ed essere vicino agli ammalati senza partecipare nella mia carne alla loro sofferenza?». E mentre si trova in ospedale il vescovo rinnova ai suoi fedeli l’importanza di rivolgere la preghiera del singolo per il prossimo: «Chiedo a tutti di pregare per gli ammalati, per coloro che se ne prendono cura, per i medici, gli infermieri. È in loro ed attraverso di loro che il Signore manifesta la sua vicinanza ed il suo amore».

Nei giorni scorsi, prima di partire per questo viaggio, Sua Eccellenza ha preparato una preghiera speciale per la Madonna di Polsi per questo anno “particolare”, nel quale si sono vietati i tradizionali festeggiamenti al santuario mariano cosi come in altri luoghi di fede per via dell’emergenza Covid-19. Si tratta di una preghiera di particolare emozione e devozione, nella quale il vescovo Oliva scrive: «Alla Tua protezione, o bella e amata Madonna della Montagna, quest’anno per la prima volta a distanza, affido i Tuoi tanti devoti, qui presenti, e quanti non hanno potuto farTi visita». Aggiungendo «Anche noi da lontano vogliamo contemplarTi, o Madre, e contemplare il Tuo Figlio su quella Croce che ancora s’immola per noi e per il mondo intero. È la croce che ci mostra il Suo amore infinito. È la croce che ci libera dal male purifica e guarisce le nostre infermità». È una croce che è luce per l’umanità «che nel Risorto dona a tutti speranza e salvezza», che i fedeli della Locride rivolgono per il proprio vescovo, affidandolo nelle mani della Madre del buon Pastore affinché possa vegliare su mons. Francesco Oliva.

ROCCO MUSCARI (Gazzetta del Sud)

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