LA CASSAZIONE ANNULLA L’ORDINANZA EMESSA NEI CONFRONTI DI PELLEGRINO ACCUSATO DI AVERE DETENUTO UN ARSENALE DI VARIE ARMI DA SPARO.

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La prima sezione penale della Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso proposto dagli avvocati Antonio Furfari e Antonio Russo (entrambi difensori di Pellegrino Rocco), ha annullato la ordinanza emessa dal Tribunale del Riesame di Reggio Calabria con cui veniva confermata l’ordinanza applicativa della misura emessa dal gip di Locri nei confronti di Pellegrino Rocco il quale era stato tratto in arresto dal Commissariato di Bovalino il 19 febbraio 2020 per avere ipoteticamente occultato in arsenale di armi (lunghe e corte) all’interno della parte di un casolare di campagna sito in Bianco.
La Cassazione con una innovativa pronuncia ha stabilito che tutti gli atti delle indagini difensive devono essere oggetto di valutazione giudiziale. Diversamente la tesi dell’accusa non si confronta con quella della difesa. Nel caso specifico, il tribunale della libertà confermo’ la misura della custodia in carcere senza tenere conto delle dichiarazioni a favore dell’indagato frattanto assunte dai difensori nel corso della relativa attività di indagine. La riferita omissione valutativa ha condotto all’annullamento del provvedimento con la conforme richiesta del procuratore generale della cassazione che ha condiviso il ricorso della difesa e i principi in esso affermati.

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