LE MERAVIGLIOSE OPERE DELL’ISTITUTO NAZIONALE AZZURRO, IN ITALIA E NEL MONDO. INTERVISTA AL PRESIDENTE, CAV. DR. LORENZO FESTICINI

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Noto con l’acronimo INA, l’Istituto Nazionale Azzurro è un’unione umanitaria operante in territorio nazionale ed internazionale, che persegue finalità culturali, di studio, di ricerca e di solidarietà favorendo ed incentivando, il dialogo e lo scambio interculturale ed interreligioso tra i popoli. Presieduto dal dottor Lorenzo Festicini, un giovane professionista di elevato livello culturale, etico e morale, un vero cavaliere d’altri tempi, l’INA è formato da donne e uomini che seguendo i principi evangelici dell’amore verso il prossimo, della solidarietà e della pace, promuovono concrete azioni a favore dei bisognosi, dei deboli, dei sofferenti, non sbandierandole in pompa magna ma nel silenzio e nel nascondimento. Persone vere, ricche di umanità e tensione ideale verso i valori nobili della vita. Un fulgido esempio viene dal Presidente Festicini, dagli altri membri del direttivo, dai soci sostenitori e dagli aderenti, in genere, che testimoniano, quotidianamente, onestà, trasparenza, bontà e grande sensibilità verso il prossimo. Sempre più in crescita e in evidenza, l’Istituto Nazionale Azzurro si prepara a celebrare, a Roma, un ulteriore importante avvenimento, in occasione dell’inaugurazione dell’anno istituzionale, 2020/2021. Infatti, il 19 settembre, a Roma, molti dei membri dell’INA, guidati dal presidente Festicini e dagli altri dirigenti, parteciperanno alla Lectio Magistralis “La forza del dialogo di Paolo VI”, a cura di Sua Eminenza il Cardinale Giovanni Battista Re, Decano del Collegio Cardinalizio e Presidente Onorario dell’Istituto stesso. Al termine, si svolgerà una cerimonia in cui verranno consegnati i massimi riconoscimenti dell’INA a diversi e illustri personalità del mondo sociale, militare, religioso, sportivo e istituzionale italiano che si sono distinti, in questo tempo di covid-19, nel servizio alla comunità. Infatti, verranno premiati:
Valeria Favorito, che ebbe la donazione del midollo da Fabrizio Frizzi; Domenico Abbenante Generale Ispettore Capo del Corpo Sanitario Aeronautico; Francesco Maria Ceravolo, Generale di Brigata, Presidente Cocer; Claudio Cordova, Direttore del Dispaccio; Don Angelo Maria Oddi, Cappellano Coordinatore Nazionale Vicario della Polizia di Stato; Dott. Luigi Carnevale, Dirigente Ispettorato di P.S. presso la Città del Vaticano.
Saranno, inoltre, consegnati gli Attestati di Benemerenza per la loro attività umanitaria e religiosa a Giuseppe Cavallo, noto maestro internazionale di arti marziali e coordinatore generale del rinomato Santuario Nostra Signora dello Scoglio, fondato da Fratel Cosimo e Massimiliano Baiocco, Segretario Generale dell’Associazione Amici del Benin.

Considerata l’importanza dell’avvenimento, abbiamo posto alcune domande al dottor Lorenzo Festicini.

Cavaliere, perché avete pensato a questo evento a Roma, presso la Città del Vaticano?

Grazie della domanda. Roma e in particolare la città del Vaticano, è il cuore della nostra fede, il luogo dove sono sepolti Pietro e Paolo e tanti Santi alcuni a noi più noti come Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II. Roma è il luogo dove tanti cristiani hanno donato la vita, sono stati martirizzati per la fedeltà al Signore. E’ la casa del nostro Papa. Celebrare, con tutte le cautele, un evento a Roma vuol dire ritornare alla radice della nostra fede.

Quali sono i programmi e gli obiettivi che l’INA vuole perseguire nel 2020 e 2021?

L’INA anche attraverso i suoi rapporti Diplomatici ha iniziato e desidera continuare a costruire ponti di solidarietà, umanità, bontà per realizzare i progetti che ci siamo proposti: venire incontro ai fratelli e sorelle più bisognosi di aiuto umano, sociale, morale e medico, iniziando dalla nostra terra italica, dai nostri vicini dove ci sono ancora tante sacche di povertà e di emarginazione. Poi In Albania per consolidare il servizio di prossimità alla popolazione indigente, In Terra Santa dove, d’intesa con il Patriarcato cattolico e con la Custodia dei Padri Francescani, vogliamo provvedere, come abbiamo già iniziato con il gemellaggio tra INA e Betlemme, a fornire strumenti sanitari, sostegno alla scuola cattolica e alle famiglie. Ultimamente, inoltre, si è aperto uno spiraglio con l’Africa, soprattutto con il Benin, il Paese del Cardinale Bernardin Gantin che è stato per tanti anni a Roma al servizio dei Papi e Prefetto dei Vescovi. Il Cardinale Re nostro Presidente Onorario è stato uno stretto collaboratore del Cardinale. Siamo in contatto in contatto con l’Ambasciatore del Benin presso la Santa Sede tramite il quale l’Istituto ha fatto pervenire materiale sanitario per fronteggiare la pandemia, con alcuni Vescovi e missionari per organizzare una missione medica umanitaria sul posto.

Qual pensa possa essere il futuro, in quanto a valori di solidarietà sociale e di pace, nell’epoca attuale?

Il momento storico che stiamo vivendo è molto difficile. I problemi ci sono sempre stati è il modo di affrontarli che è mutato. Prima la fede e la fiducia erano alla base della vita e delle azioni conseguenti tra cui la solidarietà, la pace ora c’è più filantropia cioè commuoversi, aiutare, venire incontro ma è un aspetto umano che finisce nel momento in cui si compie il gesto, la carità cristiana, invece, vede Cristo presente nel fratello che ti tende la mano. S. Teresa di Calcutta accanto al tabernacolo delle Cappelle delle Suore ha fatto scrivere: Ho sete. Era il grido che aveva sentito sulla bocca dei bambini che affollavano le porte e i finestrini del treno in cui lei era seduta. Per lei era Gesù che gridava. Oggi chi sente Gesù gridare con la bocca dei poveri? Per questo noi, membri dell’I.N.A., puntiamo molto sulla formazione religiosa permanente per ricordarci che siamo si professionisti ma i talenti, come dice il vangelo, sono un dono di Dio per il bene dei fratelli.

Lei è stato insignito di diverse onorificenze, anche quale ambasciatore di pace, in Palestina, cosa ritiene si debba fare per cercare di rappacificare, sempre più, le aree di conflitto nel mondo?

Il dialogo che riconosce l’altro come interlocutore da ascoltare, nessuno è un nemico, da ognuno possiamo trarre del bene e degli insegnamenti. Solo animati dal cercare , volere, desiderare la Pace gli uni per gli altri….il bene che “lotta” non contro qualcuno ma a favore di qualcosa al di sopra di noi potrà cambiare le tristi situazioni che ci sono. Il Papa ha detto più volte che l’umanità assiste ad una terza guerra mondiale a pezzi….aiutiamo il Papa in questa campagna contro la guerra e le guerre ( familiari) con la preghiera ( come abbiamo fatto al Santuario della Madonna dello Scoglio) e con le nostre buone azioni. La testimonianza personale è fondamentale. Mi è sempre colpito una frase di S. Paolo VI: “ il mondo ha bisogno più di testimoni che di maestri. I maestri valgono se testimoniano con la vita quello che insegnano”.

Da reggino DOC è riuscito a fondare un Istituto che tiene alto il nome della Calabria e che splende, nel firmamento dell’associazionismo, per le tante meravigliose opere realizzate a favore del prossimo. Qual’è il segreto di questo successo?

Non ho cercato e non cerco il successo. Sono felice di aver risposto, grazie all’esempio di chi mi è stato sempre vicino, a un richiamo che sentivo nell’animo: aiutare il prossimo. Ringrazio la mia famiglia che mi cresciuto, nel rispetto, nella pazienza, nel pensare, pregare e soprattutto nella fede. Debbo molto ai miei collaboratori: persone e professionisti seri, preparati, generosi e altruisti con cui condividiamo la fede e la voglia di operare per una società e un mondo migliore. Colgo l’occasione per dire a tutti e a ciascuno il mio fraterno Grazie.

Cosa deve fare e che percorso deve seguire chi vuole aderire all’INA?

Gesù nel Vangelo ha detto: “ se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso”. Parole forti che però non ci chiedono di annullarci, di buttare via i talenti, di sparire. No, Gesù non vuole alla sua sequela gente triste e frustrata ma coloro che sanno dire dei si con gioia e facciano fruttare in pieno i loro talenti. Seguire l’Istituto Nazionale Azzurro vuol dire dare dei si con gioia, raddoppiando l’impegno nel vivere per chi è vicino a noi, raddoppiare l’impegno nel fare spazio a chi non è vicino a noi sia fisicamente che nel cuore. Raddoppiare per noi vuol dire no all’egocentrismo, all’egoismo, alla solitudine. Per noi “rinnegare noi stessi” vuol dire raddoppiare il comandamento nuovo dell’amore che Gesù ci ha lasciato, perché amare è un verbo da coniugare solo all’infinito.
Solo con un cuore rinnovato ripieno di fede i membri dell’INA possono percorrere la strada della solidarietà che il Signore ha tracciato per noi. Ringrazio e Confido per tutti noi in una preghiera alla Madonna dello Scoglio.

Il Presidente dell’Istituto Nazionale Azzurro, Cavaliere e Dottore Lorenzo Festicini









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