“MANDAMENTO IONICO”, SLITTA IL DEPOSITO

286

Lo scorso luglio condannati 67 imputati per complessivi mille anni di carcere. Il Tribunale di Locriha sospeso i terminidi custodia cautelare.

Prorogato di 90 giorni il deposito della motivazione della sentenza del processo “Mandamento Ionico”. Contestualmente il Tribunale di Locri ha disposto la sospensione dei termini di custodia cautelare per l’ulteriore periodo di tre mesi per come autorizzato con provvedimento presidenziale.

Il maxiprocesso si è concluso nel luglio scorso con poco meno di mille anni di carcere per 67 imputati, mentre altri 102 sono stati assolti.

Il filone del procedimento che si è svolto con il rito ordinario è durato circa 3 anni e c’è voluta una settimana di camera di consiglio per lo storico verdetto disposto dal collegio penale composto dal presidente Fulvio Accurso e dai giudici Gabriella Logozzo e Giovanna Di Maria.

Il processo si è fondato sugli esiti investigativi delle informative dei Carabinieri, coordinati dalla Procura distrettuale antimafia reggina, che hanno portato ad accertare la presenza di ramificazioni di consorterie legate alla ‘ndrangheta unitaria, come già anticipato nella sentenza della maxioperazione “Crimine”, che ruotavano attorno a San Luca in un dato periodo storico, in particolare compreso tra il 2009 e il 2010, oggetto di numerose indagini, iniziando da “Reale”. Dai riferimenti probatori rappresentati dai magistrati della Dda di Reggio Calabria, quindi dagli investigatori dei Carabinieri, in particolare, dei raggruppamenti speciali e dai comandi territoriali, si evidenziano rapporti diretti o indiretti tra consorterie che operano in più comuni della Locride e del Melitese, un’area geografica entro la quale gli investigatori inseriscono la presenza del “Mandamento Ionico”, per distinguerlo da quello “Centro” e da quello “Tirrenico”. Quello che risalta dalla sentenza, collegata anche a quella del filone dell’abbreviato, decisa lo scorso anno, è che le varie consorterie attraverso dei “rappresentanti” hanno dialogato tra di loro per sfruttare la possibilità di accaparrarsi, nel proprio comune o area di riferimento, ogni possibile affare, in maniera diretta o indiretta. Il tutto facendo leva sull’appartenenza ad un’unica associazione, per l’appunto la ‘ndrangheta unitaria.

Per conoscere le motivazioni della decisione del primo grado si dovrà attendere ancora per altri 90 giorni, vistala complessità del procedimento penale.

FONTE GAZZETTA DEL SUD

 

SERVIZIO DI NICODEMO BARILLARO

Facebook Comments



CHIUDI
CHIUDI
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.