REGGIO CALABRIA:APPELLO PER FALCOMATÀ, NO CITTÀ IN MANO LEGA

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Adesione professionisti, docenti universitari e intellettuali

“Non lasciamo Reggio Calabria nelle mani della Lega”. Lo scrive un gruppo di professionisti, docenti universitari e intellettuali in un “appello ai cittadini reggini”. “Noi sottoscritti, impegnati sul piano sociale, culturale, professionale, in questo territorio – si afferma nell’appello – siamo molto preoccupati per il futuro della nostra città. L’idea che, nel prossimo ballottaggio, il candidato della Lega possa vincere ci spaventa, ci umilia, ci costringe a mobilitarci. Conosciamo tutti i limiti dell’amministrazione Falcomatà, le ingenuità e gli errori, ma non possiamo permettere che Reggio diventi la prima città metropolitana del Sud gestita dalla Lega, sarebbe un disonore. Siamo stati insultati per vent’anni, chiamati ladroni, parassiti, criminali e adesso per prendere i nostri voti ci chiamano ‘italiani’. Ma non è un pentimento, è solo una verniciata alla facciata, mentre la Lega di Salvini porta avanti il progetto che fu di Bossi: l’autonomia regionale differenziata. Vale a dire: togliere ancora risorse al Sud e condannare questa terra ad un ulteriore impoverimento”. “E non ci si vengano a dire – scrivono ancora i firmatari dell’appello – che il candidato sindaco della Lega è un tecnico, che cioè non appartiene a nessun partito. Non esiste in politica la ‘neutralità’ nelle scelte di chi governa, il tecnico ‘neutrale’ non esiste perché deve rispondere a chi l’ha messo in quella poltrona. Tale candidatura viene esclusivamente sostenuta da una logica che intende ribadire un’egemonia padana, incurante delle aspettative e delle volontà del territorio e delle stesse forze del centrodestra, i cui malumori non hanno stentato a manifestarsi anche attraverso l’espressione del voto disgiunto. Abbiamo sopportato di tutto in questa città, ma non possiamo accettare questa ulteriore fatale umiliazione”. “E’ il momento – conclude l’appello – della consapevolezza e della dignità. Cittadini reggini, non restate a guardare, andate a votare per impedire che ‘l’invasor ci prenda'”.

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