SIDERNO E’ TORNATA ED ORA SOGNA DI OSPITARE UN MEETING METROPOLITANO SULLE POLITICHE GIOVANILI

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Dopo un decennio abbondante di oblio ed autoisolamento, dovuto alla mancanza di risorse, di una prospettiva progettuale e di idee, che potessero travalicare i confini del Torbido e del Novito (anche a causa dei commissariamenti plurimi che hanno colpito la città) ed ultimamente dopo inutili gite fuori porta, per discutere segretamente e con pochi intimi della costituzione di parlamenti giovanili regionali ed addirittura nazionali o per farsi fotografare con un gradevole sfondo calabrese alle spalle, le politiche giovanili sidernesi, grazie a chi ci ha sempre creduto e non si è mai arreso di fronte alle ardue prove della storia , escono dal coma e tornano alla concretezza che da sempre le ha contraddistinte.

 

Tornano concretamente ad essere tra le protagoniste principali di categoria nella Locride ed in particolare interlocutrici territoriali di prim’ordine, nel nuovo panorama giovanile metropolitano, che essendosi strutturato da poco, per lunghi tratti ancora è tutto da scrivere. Un colpo di reni così non si vedeva dai tempi del consiglio intercomunale dei giovani della Locride, quando i ragazzi del territorio, partendo proprio da Siderno e dando battaglia nelle scuole e nella Consulta Scolastica Provinciale, avevano prima spazzato via un cartello opportunistico che la Locride la utilizzava solo per riempirsi la bocca e successivamente erano arrivati (a fatti e non a parole) a far parte del primo coordinamento sulle politiche giovanili a livello nazionale. Il risveglio dalla decennale e noiosa sonnolenza comatologica, ormai è iniziato da due anni, grazie alla progettazione sociale sognata e realizzata nelle aree di Siderno, da sempre più bistrattare ed isolate, le periferie, che nell’ immaginario di molti da aree problematiche si sono trasformate in virtuosi esempi di socialità da seguire. Nonostante i primi incoraggianti segnali di ripresa, registrati grazie al grande impegno di molti cittadini (artigiani, liberi professionisti, animatrici giovanili ed artiste), alcuni “autorevoli esponenti” del mondo associativo, giovanile e politico, ma quest’ultimi con la “P” molto minuscola (come accade spesso nelle nostre zone) parlavano sarcasticamente di fortuna, essendo partite le attività sociali svolte finora, grazie a premi di progettazione provenienti da fondazioni private ed ecclesiastiche.

Adesso per chi si accontenta o può solo commentare la storia altrui, magari da dietro un telefonino, invece di provare a cambiare la storia del territorio, anche il tempo delle parole, o meglio ancora delle mezze parole, dette e soprattutto scritte, che altro non hanno fatto, se non tentando maldestramente di screditare il prossimo di convincere gli addetti ai lavori che la strada tracciata fosse quella giusta, è ufficialmente finito. I fatti non le parole, dicono che, nelle aree periferiche di Siderno da due anni, passo dopo passo il cammino verso il futuro viene percorso sempre con maggior sicurezza, reperendo risorse per continuare a crescere e sognare. Sino a ieri si era assistito alla creazione di laboratori dedicati ai bambini, acquisizione di beni materiali per svolgere con sempre maggior facilità le attività del futuro, recupero di aree verdi tramite la creazione di giardini di bioagricoltura, donazioni per creare la biblioteca di comunità, il tutto senza gravare sulle casse comunali e soprattutto sui bilanci famigliari. Oggi invece si guarda con interesse al progetto “Le vie dell’arte e dell’integrazione” che dopo essere stato presentato dal solito ed instancabile Francesco Gentile a Gennaio 2018 in risposta al bando “Metropolidea la nostra idea in comune” ideato dal settore 5 della metro city e dalla commissione metropolitana Politiche giovanili, essere stato valutato da una giuria tra i 5 migliori progetti presentati , essere stato proclamato vincitore di una borsa di progettazione e dopo aver dovuto attendere il decorso del Covid19, lo scorso 5 settembre alla presenza di molti esponenti del mondo Politico, giovanile ed accademico è stato premiato nella suggestiva cornice del lungomare Falcomatà di Reggio Calabria con una targa e soprattutto con una borsa di progettazione da 5.000 euro che verrà erogata a giorni. Le attività che verranno svolte grazie al primo premio giunto a seguito di un bando “questa volta proveniente da un ente pubblico”, andranno a coinvolgere nuovamente molte realtà aggregative e sociali che da sempre, tra mille difficoltà e molto spesso rimettendoci dei soldi, operano per la crescita delle periferie cittadine. Associazioni, giovani, artisti, sportivi, creatori e sognatori inizino a scaldare i motori, c’è da scrivere e colorare l’ennesima bella pagina di una storia che continua e cosa non da meno, come Siderno c’è da ritornare ad essere capitale zonale delle politiche giovanili e sociali, andando ad ufficializzare il tutto in un meeting che si sogna di poter ospitare nelle periferie, sedi delle attività progettuali da realizzare, perché per una questione di trasparenza, professionalità e correttezza è giusto che chi ha finanziato l’idea progettuale , veda personalmente il progetto, sognato e messo su carta, prendendo spunto dalla frase della scrittrice americana Pearl Sydenstricker Buck, che diceva: “I giovani non conoscono abbastanza per essere prudenti, e quindi tentano l’impossibile. E lo ottengono, generazione dopo generazione”, realizzato dagli stessi giovani che l’hanno scritto. Adesso come sempre, c’è “solo” da lavorare per completare le attività residuali collegate ai progetti già finanziati, realizzare il progetto “Le vie dell’arte e dell’integrazione” , preparare meticolosamente la candidatura per ospitare il meeting metropolitano sulle politiche giovanili e per conto di ogni sognatore che ogni giorno lotta senza secondi fini per il territorio e per trasformare i sogni in realtà rispondere alla Adriano Celentano a chi, incapace progettarli i sogni, prima non ci crede e poi tenta di screditare tutte quelle persone che li hanno realizzati, rispondere con un bel: “se pensi che sono appagato hai fatto un errore non ho ancora finito”. Nella vita per alcune persone sognare ed essere gentili sempre è la cosa più naturale del mondo ma questo modo di concepire il futuro non è da tutti e soprattutto non può essere copiato. Da giovani abbiamo l’obbligo di pensare come se fossimo già nel futuro e come affermava Italo Falcomatà, uno dei più grandi Politici che la Calabria abbia mai avuto, tutti dobbiamo lavorare e crederci, in una Città Metropolitana “Bella e Gentile”.

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