SIDERNO: RIFIUTI, GARA D’APPALTO PER SAN LEO SI TEME UN AUMENTO DEI “CARICHI”

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I residenti vorrebbero innanzitutto risolti i problemi ambientali

Ancora nuove preoccupazioni per i cittadini di Siderno costretti a subire la puzza proveniente dall’impianto di trattamento rifiuti di contrada San Leo. È stato infatti emesso dalla Regione un avviso pubblico relativo alla presentazione dell’istanza per il rilascio del provvedimento di via in materia ambientale «per il progetto definitivo dell’impianto di valorizzazione e recupero spinto di materie da Rd e Ru da avviare alla filiera del recupero, con annessa piattaforma di valorizzazione della frazione organica (Forsu) da realizzare in località San Leo del Comune di Siderno a servizio dell’Ato 5».

L’interpretazione è lasciata agli esperti del settore, ma in città è già allarme. Da quanto abbiamo potuto apprendere, il progetto rientra nella tipologia elencata nell’allegato III del decreto legislativo 152/2006 che riguarda l’impianto di smaltimento e recupero di rifiuti non pericolosi con capacità superiore a 100 tonnellate al giorno mediante operazioni di incenerimento o di trattamento. Nella sostanza il “revamping” dell’esistente impianto di San Leo. Sono previste – l’informativa è ufficiale, fonte Regione Calabria – le seguenti principali filiere impiantistiche: «Nuova viabilità di accesso e connesse sistemazioni ambientali. Nuova linea ReMat di trattamento rur e valorizzazione del multileggero da Rd. Revamping dell’esistente struttura per la realizzazione di una sezione di valorizzazione della Forsu da Rd. Linea di lavaggio dei polimeri. Sistema di gestione del legno e vetro da Rd. Sistema di trattamento depurativo».

È chiaro che, per avere le idee chiare di quanto dovrebbe essere realizzato, è necessario controllare la documentazione allegata al progetto che, secondo quanto si evince dalla nota che si accompagna all’avviso pubblico «è disponibile per la consultazione sul portale del Dipartimento ambiente e territorio della Regione Calabria».

A parte il termine inglese “revamping” che letteralmente può essere tradotto in “ammodernamento” e le altre sigle poco chiare ai comuni mortali (leggi cittadini esasperati dai miasmi provenienti dall’impianto di San Leo ) quello che pare interessare maggiormente ai sidernesi è che cosa succederà quando sarà realizzato – se lo sarà – il progetto in questione.

Un discorso è ammodernare l’impianto esistente per renderlo qualitativamente migliore (e capace di eliminare gli odori), altro discorso è quello di potenziare le sua capacità contenitive che potrebbero invece aggravare il problema già insostenibile. Agli esperti ogni risposta, fermo restando che la notizia ha già provocato un certo allarme tra la cittadinanza.

ARISTIDE BAVA

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