STILO: A QUANDO UN CONFRONTO FRA TRIADE E CITTADINANZA?

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Cittadini di Stilo, perciò, che desiderano incontrare subito la triade commissariale per tanti chiarimenti. Stoccate su servizio idrico, decoro urbano, spazzatura e restauri.

Dopo la decisione del Consiglio dei ministri di proseguire l’opera di risanamento dagli accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata, prolungando di altri 6 mesi lo scioglimento del Consiglio di Stilo, c’erano stati mugugni tra i cittadini seguiti da qualche lamentela sul comportamento dei commissari prefettizi perché dal loro insediamento non si erano mai presentati alla cittadinanza. C’era stata subito anche la risposta di Maurizio Ianieri, a nome dei commissari, che aveva detto «tradizionalmente i commissari non fanno assemblee e non abbiamo problemi a confrontarci con i cittadini. In autunno, la commissione prefettizia e gli uffici incontreranno i cittadini perché hanno la necessità di collaborare con loro per organizzare la raccolta differenziata dei rifiuti. Sicuramente riusciremo a varare questa iniziativa che tarda da troppo tempo in questo Comune e il successo dell’iniziativa è legato soprattutto alla collaborazione dei cittadini».

Chiarimenti del commissario anche sui paventati aumenti delle tasse e specie quelle cimiteriali. Sembrava tutto filasse nel verso giusto, invece sul locale organo d’informazione ecco una nuova protesta in cui si muovono critiche al trasferimento della sede municipale (ricordiamo che la sede è stata trasferita nel mese scorso nel monastero di San Giovanni Therestìs dove risiedono i monaci ortodossi russi), «…sordità alle richieste dei cittadini e alle associazioni – si legge – silenzio totale sulle scelte che vincoleranno le future Amministrazioni, tra tutte lo spostamento della sede municipale che doveva essere momento di confronto pubblico per trovare un’adeguata collocazione» poi, segue una riflessione sulla gestione del Comune di Stilo da parte dello Stato, «parlate, scrivete tanto, decidiamo noi cosa fare o non fare». Altre stoccate sul servizio idrico che fa acqua da tutte le parti, il decoro urbano, la spazzatura e il restauro del portone della chiesa matrice che lascia a desiderare.

Una nota forte, infine all’indirizzo dello Stato: «Una cittadinanza che non ha colpa e che paga con la sospensione della democrazia, colpe non sue, la si indirizza a migliorarsi con il rispetto, il dialogo e il confronto, non certo con l’agire come se gli stilesi non esistessero o considerandoli tutti collusi. Occasione perduta da parte dello Stato per avvicinare i cittadini alla vita del paese e migliorare la cosa pubblica».

UGO FRANCO

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