USO IMPROPRIO DI AUTO AZIENDALI? LA RELAZIONE ALL’ASP SMONTA IL CASO

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E la Uil chiarisce: nulla a che fare con l’iniziativa della commissaria
Nicola Simone: «Il nostro sindacato «non è abituato a fare vigliacche azioni per interessi di bottega»

Nell’iniziativa della commissaria straordinaria dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, Maria Carolina Ippolito, finalizzata a scoprire se il dirigente T.G. avesse utilizzato o meno in maniera impropria l’auto aziendale, la Uil-Fpl non c’entra nulla. A dichiararlo, ieri mattina, è stato il segretario territoriale Nicola Simone dal momento che il titolo del nostro articolo di ieri, nell’occhiello (“La nuova denuncia della Uil-Fpl”), potrebbe prestarsi a non veritiere interpretazioni sull’odierna vicenda che, secondo il segretario della federazione, «non ha niente di sindacale». Ancora Simone, evidenziando che il suo sindacato «non è uso a fare vigliacche azioni per interessi di bottega», afferma che «la Uil-Fpl non ha nulla a che vedere con la personale iniziativa della commissaria straordinaria dell’Asp reggina, Carolina Ippolito. Il problema dell’uso improprio dell’auto aziendale – ribadisce il dirigente sindacale – esiste ed è preoccupante tant’è che come sindacato più volte abbiamo denunziato la problematica chiedendo chiarimenti che non ci sono mai pervenuti; inoltre ad agosto del 2019, nel risollevare la problematica, abbiamo chiesto alla commissione straordinaria la revoca e la contestuale revisione del regolamento inerenti le autorizzazioni all’utilizzo dei mezzi di proprietà dell’Asp».

Intanto la posizione del “sospettato” di aver utilizzato impropriamente la Panda aziendale assegnata allo Spisal viene chiarita. T.G., lo scorso 10 agosto, ha utilizzato legittimamente l’auto per motivi istituzionali legati al proprio lavoro. Ad affermarlo è stato il responsabile dello Spisal, Andrea Stilo, con una articolata relazione trasmessa alla commissaria Ippolito che nei giorni scorsi aveva chiesto chiarimenti sul caso specifico. Nel documento, Stilo evidenzia che il “sospettato” non ha commesso alcuna illegalità ma ha utilizzato legittimamente la Panda aziendale assegnata al servizio Spisal sia perché “direttore di struttura complessa”, ma soprattutto perché «autorizzato, dal direttore generale pro tempore, all’uso in condivisione con altri direttori di strutture complesse».

PINO LOMBARDO (Gazzetta del Sud)

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