SIDERNO: CHIUSURA TOTALE DELL’IMPIANTO DI S. LEO E UNA NUOVA DISCARICA MA… FUORI CITTÀ

226
Fragomeni chiede un impegno comune di tutti i candidati a sindaco

Si è svolto nella sala dell’Ymca l’annunciato convegno organizzato sull’impianto Tmb di contrada San Leo che, secondo un progetto della Regione, sarebbe destinato ad essere riqualificato e ampliato. I lavori moderati da Antonio Tassone, si sono aperti con il dettagliato intervento di Francesco Martino, ambientalista ed esperto del settore che da anni segue le vicende dell’impianto e altri problemi ambientali della città. Martino ha evidenziato le riconosciute deficienze dell’impianto soffermandosi in particolare sulle sostanze immesse nell’atmosfera malgrado le rassicurazioni giunte dalle analisi, avanzando anche il timore di un possibile inquinamento del terreno. Ha inoltre evidenziato che un eventuale ampliamento del progetto è in contrasto con la volontà popolare e con le indicazioni approvate dal consiglio comunale.

Damocle Argirò, a sua volta, ha evidenziato che il Comitato nato sotto lo slogan “Siderno ha già dato” chiede la chiusura dell’impianto al pari delle forze politiche e delle associazioni ambientaliste. Ha anche precisato che c’è un pool di avvocati che sta studiando a fondo la vicenda con l’intenzione di opporsi a un ampliamento con ogni mezzo legale. Quindi Anna Romeo, ex vicesindaco e assessore all’ambiente, ha auspicato che il problema non venga strumentalizzato in vista delle elezioni ritenendo, peraltro, che il progetto di ampliamento è attaccabile dal punto di vista legale.

Maria Teresa Fragomeni, candidata a sindaco per il Pd – «senza voler fare dietrologia», ha premesso – ha ricordato che i problemi dell’impianto dopo un periodo iniziale più o meno normale sono iniziati una decina di anni addietro quando i rifiuti sono aumentati e ha cominciato a non funzionare a dovere. Ha ricordato che ormai ci sono 53 comuni a conferire a Siderno e che una buona metà di questi non fa la differenziata. Da qui le emissioni sgradevoli, dovute a uno stoccaggio eccessivo di rifiuti. Ha ricordato, peraltro, per tamponare il problema, la necessità di una discarica da realizzare da qualche parte nella Locride, di cui si discute da tempo ma che non si riesce a risolvere perché nessuno la vuole “in casa” propria. In conclusione la proposta di un tavolo istituzionale permanente, e che, appena saranno definite tutte le liste, ci sia una riunione collegiale e tutti i candidati a sindaco assumano impegni precisi per il futuro.

Antonio Cutugno, anche lui candidato a sindaco, ha poi ribadito i dubbi sull’impianto, auspicato la realizzazione di una discarica in altre zone della Locride ed ha evidenziato la stranezza dei continui incendi che interessano il “sistema rifiuti” meravigliandosi, peraltro, che qualche movimento sostienga il progetto di ampliamento.

Carmelo Tripodi, dal canto suo, ha richiamato la necessità di fare fronte unico senza richiamare pregresse responsabilità. «Per ottenere risultati positivi – ha detto – partiti, movimenti e cittadini devono andare avanti insieme». Mentre l’ambientalista Arturo Rocca ha ricordato gli incendi che si sono verificati e gli sforzi che erano stati fatti per impedire che venisse realizzato a Siderno un biodigestore; ha anche lamentato gli impegni disattesi relativamente a soluzioni proposte.

Hanno preso poi la parola alcuni altri cittadini, ma l’incontro, per forza di cose, è rimasto interlocutorio. Ne è uscita comunque rafforzata la voglia di portare avanti una battaglia unitaria con tecnici e avvocati con la proposta, anche, di una raccolta di firme per dire no ad ogni tipo di ampliamento dell’impianto.

FONTE GAZZETTA DEL SUD

Facebook Comments



CHIUDI
CHIUDI
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.