4 Dicembre 2020

Incontrati in Cittadella i sindaci di Belvedere Spinello e Cirò Marina. Presente anche l’assessore Savaglio

L’assessore all’Ambiente della Regione Calabria, Sergio De Caprio, ha convocato ieri in Cittadella i sindaci di Belvedere Spinello, Rosario Macrì, e di Cirò Marina, Sergio Ferrari, per aprire un tavolo di discussione con Syndial e chiedere la restituzione dei luoghi alla comunità.

Presenti, oltre all’assessore all’Università della Regione Calabria, Sandra Savaglio, il consigliere regionale Flora Sculco, i rappresentanti di Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale), dell’Università della Calabria, dell’Avvocatura regionale e dell’Ufficio di bonifica della Regione Calabria.

Ai sindaci è stato assicurato, da parte dell’assessore De Caprio, l’apertura del tavolo con Syndial.

IL CONTESTO

I Comuni di Belvedere Spinello e Cirò Marina sono interessati dallo sfruttamento minerario del salgemma operato dagli anni 60 dalla società Montedison prima, Syndial, dopo, ed Eni Rewind, oggi. A seguito dell’abbandono della attività, anche per la scadenza della concessione, oltre che per il venir meno degli interessi industriali all’estrazione del salgemma (per lo più impiegato nella chimica), si è posta la problematica sia della restituzione dei luoghi alla comunità, sia della compensazione ambientale per i territori interessati dallo sfruttamento minerario, secondo il principio “chi inquina paga”.

DE CAPRIO: «PROPOSTE CONCRETE»

«La Regione è solo l’insieme dei Comuni – ha sottolineato l’assessore De Caprio  – e segue la logica della prossimità sulla logica della verticalità. Nel tavolo saranno presentate proposte progettuali concrete e l’obiettivo sarà ottenere le compensazioni rivendicate dai Comuni e finora rimaste inascoltate».

SAVAGLIO: «UNIVERSITÀ SIA RISORSA»

«Non è la prima volta che i due assessorati, Ambiente e Università lavorano insieme e a fianco. Io e Sergio De Caprio  – ha dichiarato l’assessore Savaglio – siamo convinti che l’università sia una grandissima risorsa di sapere, che può dare moltissimo per l’ambiente, e che vada coinvolta sul campo e nelle fasi operative, non solo di ricerca».

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