2 Dicembre 2020

Riceviamo e pubblichiamo
“Il temuto ritorno dell’ondata pandemica oggi è realtà e rappresenta per l’intera collettività due diversi, ma allo stesso tempo complementari, motivi di preoccupazione: l’aspetto sanitario e quello economico. In tale contesto la Calabria rischia di pagare un tributo altissimo per ambedue gli aspetti.
Eravamo stati, purtroppo, facili profeti quando fin da maggio avevamo inviato, alla regione Calabria, una “Lettera Aperta” con la quale evidenziavamo le azioni necessarie per far fronte ad una eventuale nuova ondata, peraltro paventata dagli scienziati. Ebbene nostro malgrado, a distanza di tanti mesi, nei quali sembrava scemata l’ondata pandemica, ci ritroviamo a combattere, ancora una volta, contro un nemico subdolo senza aver predisposto alcuna difesa nonostante si era maturata la consapevolezza di dover attuare e predisporre i giusti correttivi per fronteggiarla. La grave situazione che vede aumentare giornalmente nella nostra provincia così come in tutta la Calabria, i positivi al virus, l’inesorabile aumento di ricoveri nelle strutture ospedaliere e nei reparti di terapie intensive, il lockdown disposto su alcuni territori sia della provincia che della regione, ci porta inesorabilmente indietro nel tempo, con la differenza che allora i casi erano ristretti e “fisiologici” in rapporto di quanto avveniva in altre regioni.

Eppure nulla si è fatto! Una sanità commissariata da tempo, sperperi di denaro pubblico, prebende agli affaristi del settore, una politica che non ha mai dato indicazioni in un settore alla mercé del malaffare, nonostante i fiumi di euro stanziati dalla Comunità Europea distratti e/o mal gestiti o dormienti, oggetto di inchieste trasmesse dal servizio pubblico.

Ci saremmo aspettati dal Commissario Gen. Cotticelli una diversa gestione della sanità, pur riconoscendogli le immani difficoltà alle quali era stato chiamato a porre rimedio.

Il suo ruolo invece, alla pari di buon Amministratore Delegato, si è limitato ad attuare ulteriori tagli in un settore nevralgico, aggravando ulteriormente le difficoltà per la utenza nella nostra provincia e nella Regione.

Non possiamo accettare le dimissioni poi rientrate, imputabili a poteri occulti, i suoi viaggi romani dovevano essere indirizzati a chiedere assunzioni di medici, infermieri, operatori socio sanitari a pretendere la strumentazione sanitaria più idonea per dotare i centri Covid delle apparecchiature necessarie alla terapia intensiva e sub intensiva. Doveva predisporre una rete tra i medici di base, primo avamposto per i malati di covid, percorrendo strade nuove quali la telemedicina, diagnosi a distanza.

Era opportuno e necessario, così come avevamo sollecitato e proposto con la predetta lettera aperta, organizzare dei “Centri Covid” ad hoc sul territorio regionale consentendo di conseguenza la cura e la salvaguardia sanitaria di malati oncologici, cardiaci e più in generare di coloro che hanno necessità di visite specialistiche o cure sanitarie. Non può essere consentito in un Paese civile e, ancor meno nella Calabria ove la sanità registra ataviche carenza strutturali ed organizzative, il totale disinteresse verso chi non è affetto da patologia Covid.

Era altresì necessario non trascurare ulteriormente, alla luce delle grosse difficoltà che attraversa la sanità pubblica per far fronte al Covid, la sanità privata non senza verifica delle giuste garanzie da parte di essa.

Non possiamo assistere tout court, a divieti verso chi dimostri serietà e continuità nel tempo, che vuol investire creando occupazione, sol perché non si lascia spazio a chi per anni ha utilizzato la sanità privata per far del clientelismo, noi saremo sempre al fianco degli imprenditori che creano ricchezza e occupazione sul nostro territorio ritenendo tra l’altro quale aspetto generale che la difesa dei lavoratori non può prescindere dalla difesa del lavoro.

Auspichiamo pertanto che le proposte elaborate da questa Organizzazione Sindacale, la quale rimane ancorata non al riconoscimento della bontà di esse, ma alla risoluzione dei problemi, rappresentino l’occasione e l’opportunità di una svolta.

La politica tutta, in modo bipartisan è chiamata ad uno scatto d’orgoglio e responsabilità”.

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