DOPPIA PREFERENZA, BRUNO BOSSIO: “INTERROGAZIONE DEL PD PER RIFORMARE LEGGE ELETTORALE CALABRIA”

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“Ho firmato l’interrogazione che vede come primo firmatario il collega Stefano Ceccanti, costituzionalista e capogruppo Pd in  commissione Affari costituzionali, per sollecitare l’adozione della doppia preferenza di genere nelle prossime elezioni regionali in Calabria che saranno indette in seguito alla morte della presidente Santelli”. 

Ad affermarlo è la deputata Pd, Enza Bruno Bossio, che aggiunge: “Chiediamo che, in caso di inadempienza da parte del Consiglio regionale calabrese il Governo adotti i poteri sostitutivi analogamente a quanto accaduto in Puglia. Si tratta di applicare un principio costituzionale che crei le condizioni effettive della parità di genere nella selezione delle cariche elettive. Auspico che il Consiglio regionale della Calabria provveda autonomamente ad adeguare la propria legge elettorale regionale senza subire l’iniziativa del governo. È venuto il momento – prosegue la parlamentare – di voltare pagina e bandire una volta per tutte le ostilità e le “furbizie” autoreferenziali che nella scorsa legislatura hanno impedito alla Calabria di adeguarsi ad una norma di tale rilievo e che, ricordo, ha esposto le stesse elezioni del gennaio scorso ad un ricorso tuttora pendente al Tar”.

Enza Bruno Bossio

deputata Pd 

Interrogazione a risposta scritta

Per sapere

Premesso che:

A seguito della prematura scomparsa della Presidente Jole Santelli nelle prossime settimane dovranno essere indette elezioni per la Regione Calabria ai sensi dell’articolo 126.3 della Costituzione e dell’art. 33 dello Statuto della Regione Calabria;

nella legge elettorale regionale vigente, basata sul voto di preferenza, non risultano ancora recepiti due principi della legge 165/2004, come novellata dalla legge n. 20/2016 (lettera c-bis, punto 1, del comma 1 dell’articolo 4 della legge novellata ossia la doppia preferenza di genere e il tetto del sessanta per cento per i candidati dello stesso genere:

nella seduta del 4 agosto scorso il Governo, nel corso dell’esame del decreto-legge n. 86/2020, poi convertito nella legge n. 98/2020 relativo alla Regione Puglia, ha accolto un ordine del giorno dei deputati pd  Ceccanti, De Maria, Fiano, Miceli, Pollastrini, Raciti, Viscomi, Boldrini, Bordo, Cenni, Bruno Bossio col quale, tra l’altro, si invitava l’esecutivo a valutare l’opportunità di adottare una iniziativa legislativa in cui con norma cedevole fossero estesi a tutte le regioni che utilizzino la preferenza i due principi già richiamati ed il secondo, il tetto del sessanta per cento, con la sanzione più efficace della inammissibilità della lista;

se il Governo intenda sollecitare il Consiglio Regionale, anche se in regime di prorogatio, a recepire con legge tali principi, come ammesso in casi simili dalla giurisprudenza costituzionale (sentenze n. 157 del 2016 e n. 158, 81, 64, 55 e 44 del 2015, come puntualmente ricostruita dalla prof. Ssa aTania Groppi in un contributo sul sito www.lacostituzione.info pubblicato in data odierna) e se, in mancanza, intenda procedere con decreto, analogamente a quanto disposto per la Regione Puglia.

Stefano Ceccanti, Enza Bruno Bossio, Antonio Viscomi, Susanna Cenni, Chiara Gribaudo, Debora Serracchiani, Lucia Ciampi, Laura Boldrini e Angela Schirò

 

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