IL COVID NON FERMA IL VOTO. IL 22 E 23 NOVEMBRE SEGGI APERTI NEI COMUNI SCIOLTI PER MAFIA, ELEZIONI DEL CONSIGLIO METROPOLITANO RINVIATE CON LE REGIONALI ?

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Al Viminale ritengono che l’appuntamento elettorale, possa svolgersi in sicurezza. L’eventuale turno di ballottaggio è previsto per il 6 e 7 dicembre. A contribuire alla decisione il limitato numero di elettori coinvolti

Il Covid non ferma le elezioni nei comuni sciolti per infiltrazione mafiosa. Domenica 22 e lunedì 23 novembre si voterà regolarmente (con eventuale ballottaggio il 6 e 7 dicembre) a Casabona e Crucoli, in provincia di Crotone, e a Delianuova e Siderno, in provincia di Reggio Calabria.
Nei giorni scorsi era circolata insistentemente l’ipotesi di un rinvio, corroborata da una bozza del cosiddetto ‘decreto ristori’ che, all’articolo 27, prevedeva che, proprio “in considerazione della situazione epidemiologica”, il voto nei comuni in questione sarebbe stato procrastinato e si sarebbe svolto «contestualmente al turno ordinario di elezioni comunali del primo semestre 2021, consentendo l’integrale rinnovo del procedimento di presentazione di tutte le liste e candidature a sindaco e a consigliere comunale». Nella versione definitiva del decreto però dell’articolo non c’è traccia dal momento che, a quanto apprende l’Agi, al Viminale ritengono che l’appuntamento elettorale, come del resto accaduto già a settembre con il referendum e le amministrative, possa svolgersi in sicurezza.
A contribuire alla decisione il fatto che ad essere chiamato alle urne, complessivamente, è un numero limitato di elettori e che nelle aree interessate, come confermato anche dai prefetti, non si registrano situazioni di particolare criticità dal punto di vista sanitario.
Tra l’altro si tratta di amministrazioni da tempo commissariate: le norme che regolano gli scioglimenti prevedono che il tetto di 18 mesi possa essere prorogato di ulteriori 6 e fino ad un massimo di 24 “solo in casi eccezionali” ma per Siderno, ad esempio, ne sono trascorsi già 27.
Il 22 e 23 novembre (con eventuale ballottaggio il 6 e 7 dicembre) si vota anche in due comuni sciolti per mafia, a Vittoria, in provincia di Ragusa, e San Biagio Platani, in provincia di Agrigento: ma in questo caso a decidere sulla data è la Regione Sicilia.

Molto probabile invece il rinvio delle elezioni dei Consigli metropolitani e provincali (omessa anche questa dal Dl Ristori), per i quali, limitatamente al 2020, il termine per procedere a nuove consultazioni è fissato in 180 giorni dalla proclamazione del sindaco del comune capoluogo. È il caso di Reggio Calabria dove la data per la celebrazione del voto per il Consiglio metropolitano era stata già fissata per il prossimo 29 novembre e inoltre si voterà per il rinnovo del consiglio provinciale anche a Catanzaro dove la data del voto è fissata per il 13 dicembre. Sono elezioni che coinvolgono un intera provincia (come quelle di Reggio Calabria e Catanzaro). La proposta dell’ rinvio è stata fatta dall’Upi, l’Unione delle Province d’Italia al Governo, Ma la mancata inclusione del rinvio delle elezioni dei consigli metropolitani e provinciali nel Dl Ristori ha provocato delusione negli amministratori delle 27 amministrazioni chiamate al voto. Da Roma fanno sapere che la norma sarebbe stata esclusa solo all’ultimo istante (forse proprio per stralciare dal decreto le elezioni nei comuni sciolti per mafia), ma che dovrebbe essere inserita in un nuovo Decreto di imminente pubblicazione (Domani è previsto un nuovo consiglio dei ministri che dovrebbe discutere di questo nuovo decreto). 

E nel probabile nuovo decreto può esserci esserci la modifica (in via eccezionale a causa della recrudescenza della diffusione del contagio da Covid-19) dell’ articolo 33 dello Statuto (quello che procede a nuove elezioni del Consiglio e del presidente della Giunta regionale in caso di rimozione, impedimento permanente, morte, incompatibilità sopravvenuta e dimissioni volontarie del Presidente) per differire di altri 60 giorni il termine di convocazione (dall’ultimo consiglio regionale) delle nuove elezioni regionali rispetto a quanto previsto dalla normativa a regime per il complessivo periodo di 60 giorni (e quindi slittamento da gennaio a marzo delle elezioni regionali in Calabria). Ricordiamo che la Calabria deve tornare al voto dopo l’improvvisa scomparsa della governatrice Jole Santelli.

Se per le comunali nei comuni sciolti per mafia non ci sarebbero problemi. Molto più complesso in un Paese che si avvia ad un nuovo lockdown, con limitazioni e restrizioni che riguardano numerose attività, è lo svolgimento delle elezioni del consiglio metropolitano e del consiglio provinciale un appuntamento elettorale che potrebbe chiamare al voto, in una sola giornata, gli amministratori dei comuni dell’area metropolitana di Reggio Calabria e gli amministratori dei comuni della provincia di Catanzaro e le elezioni regionali in Calabria che chiama al voto in due giorni 1 milione e 800 mila elettori in tutta la regione. Se per le comunali nei comuni sciolti per mafia si voterà ugualmente il 22 e il 23 novembre prossimi, per le elezioni del consiglio metropolitano di Reggio Calabria e del consiglio provinciale di Catanzaro e per le regionali in Calabria, ci sarà il rinvio a marzo. Tutto questo, pandemia permettendo.

redazione@telemia.it

SERVIZIO DI MARIA TERESA CRINITI

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