Gio. Ago 18th, 2022
Notizia “destituita di fondamento” ma la Uil-Fpl si rivolge alla Procura per chiedere di verificare potenziali rischi
Un falso allarme la presunta mancata sanificazione dei locali e la non applicazione dei protocolli anti-Covid
 

Nuovo caso di Coronavirus ieri in città. Ad essere risultata positiva al tampone è stata un’infermiera dell’ospedale spoke che aveva prestato servizio presso il pronto soccorso del nosocomio locrese. A segnalarlo, con una “comunicazione alla cittadinanza” è stato il sindaco Giovanni Calabrese evidenziando che non solo è stata «disposta la quarantena obbligatoria per l’intero nucleo familiare» ma che «le competenti autorità stanno effettuando la verifica sulle persone che hanno avuto in qualche modo contatti con la persona asintomatica risultata positiva al tampone». Il sindaco Calabrese, oltre a rinnovare l’invito “alla necessaria prudenza e responsabilità” ha anche ricordato l’obbligo di utilizzo della mascherina ed il divieto di assembramento.

Intanto non si placano le polemiche esplose all’indomani della conferma dei tre nuovi casi positivi intorno alla presunta mancata sanificazione dei locali e alla mancata applicazione dei protocolli anti-Covid nei confronti degli operatori sanitari dell’ospedale di Locri che, secondo alcuni testimoni, si trovavano in servizio “privi dei presidi di protezione”. Questa preoccupante circostanza è stata smentita dalla direzione sanitaria del P.O. di Locri e dalla dirigente medico che guida il Pronto Soccorso, definendola “destituita di fondamento”.

Dal canto suo il segretario territoriale della Uil-Fpl, Nicola Simone, dopo aver sottolineato che garantire la salute agli ammalati non libera l’Ente sanitario «dall’obbligo di preservare anche la salute dei lavoratori che si prodigano , con la loro opera giornaliera, per assicurare il benessere degli ammalati», chiede alla Procura di Locri, «di verificare se all’interno dell’ospedale venga messo in pratica un uso corretto dei Dpi in applicazione delle misure di contenimento del contagio». A tal proposito il segretario dell’Uil-Fpl, evidenziando che gli giungono «innumerevoli e preoccupanti segnalazioni in merito alla corretta applicazione in ospedale delle misure di sicurezza e di prevenzione del contagio da Covid-19» , chiede al procuratore di Locri «nel caso lo si ritenesse opportuno, di verificare direttamente o attraverso le immagini registrate dalle telecamere del circuito interno di sorveglianza, se gli operatori che assistono gli ammalati in transito o in degenza presso i vari reparti, siano dotati e facciano regolare uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI), previsti dalle linee guida regionali che si rifanno alle determinazioni dell’Oms». E questo «al fine di riscontrare che tutti i dipendenti a contatto diretto con i gli ammalati abbiano ricevuto dalla direzione sanitaria ogni informazione utile in ordine all’utilizzo corretto dei dispositivi protettivi previsti, onde evitare che gli stessi possano divenire bersagli per il contagio del virus, oltre che a titolo di tutela individuale e collettivo».

Fra protocollie preoccupazione

A rilanciare il sospetto che i protocolli anti-Covid (messa in quarantena con sanificazione dei locali), non siano stati rispettati nei confronti di quei sanitari che nei giorni scorsi, presso il Pronto Soccorso dell’ospedale hanno avuto contatti con persone risultate positive al Covid-19, è stato il segretario territoriale della Uil-Fpl, Nicola Simone che, con un esposto al procuratore di Locri e per conoscenza al prefetto, ha segnalato la preoccupazione di medici e infermieri a causa delle “vociferate” presunte mancate applicazione dei protocolli anti Covid.

Simone caldeggia «l’obbligo di richiedere la verifica dell’immediata attivazione dei sistemi di sanificazione per come previsto dalla normativa corrente».

FONTE GAZZETTA DEL SUD

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