LOCRI, “STRETTA” INEVITABILE PURE A OCULISTICA E OTORINO

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Un medico deve assentarsi, e i servizi crollano

Le “riflessioni” esternate dopo il “Sanità Day” di sabato scorso fanno emergere un quadro drammatico per l’ospedale di Locri e la sanità nella Locride. Mentre il mondo scientifico moltiplica gli sforzi per combattere i tumori attraverso la prevenzione, a iniziare da quelli a seno e colon, a Locri non si effettuano mammografie, e si lascia il reparto di Gastroenterologa, dove operano due medici, senza attrezzature per effettuare la colonscopia. Soprattutto si va verso lo smantellamento di eccellenti reparti come l’Ortopedia, chiusa da anni. E adesso si teme anche per le sorti del reparto di Oculisticae del servizio di Otorino.

Oculistica, già declassata e trasformata da struttura complessa a reparto dipartimentale, rischia di morire a causa del ridottissimo organico, nel totale disinteresse del vertice aziendale. Uno dei tre oculisti attualmente in servizio, infatti, per motivi di salute non rientrerà al lavoro in tempi brevi. Già oggi il reparto (come anche Otorino) funziona soltanto h12, (dalle 8 alle 20, o dalle 8 alle 14 a seconda se i medici in servizio siano uno o due), con chiusura il sabato e riapertura il lunedì. Una situazione che espone i cittadini a gravi rischi, soprattutto nei giorni di sabato e di domenica e durante la notte, dal momento che in caso di incidenti o di altra necessità, gli eventuali pazienti dovranno essere trasportati in altri ospedali. E questo perché sia a Oculistica che a Otorino non esiste il servizio di reperibilità.

La riduzione di un organico già da tempo al lumicino aumenterà le difficoltà di azione di Oculistica, impedendo di fatto di programmare le sedute operatorie che già oggi, sono limitate a tre settimanali, compatibili con la disponibilità della sala operatoria, e sicuramente, determinerà anche la soppressione di tutte le attività pomeridiane svolte fino ad oggi. Tutto questo in un settore finora considerata d’eccellenza, che sebbene retrocessa a “reparto dipartimentale”, grazie alla serietà professionale e alla abnegazione con cui vene espletato il servizio è riuscito negli ultimi anni a garantire un ottimo servizio ai cittadini. I numeri parlano, fino allo scorso 7 ottobre, di 6557 interventi, anche molto delicati e impegnativi, espletati in quest’ultimo triennio, molto più di quanti effettuati agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Ai quali devono essere aggiunte le oltre 18 mila prestazioni tra visite richieste dal Pronto Soccorso, quelle derivanti dalle impegnative Cup, tomografie e florangiografie. Di tutto questo, se il vertice aziendale non invertirà la tendenza, rimarrà solo il ricordo.

fonte gazzetta del sud

SERVIZIO DI NICODEMO BARILLARO

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