5 Dicembre 2020

‘Calabria terra mia’ in evento a Festa di Roma

Poco più di otto minuti sul viaggio di una coppia innamorata (Raoul Bova e Rocio Munoz Morales) in gita in Calabria, tra campagna, piccoli centri, mare e montagna, seguendo il filo conduttore dei frutti simbolo della regione, bergamotti, arance, clementini e fichi. E’ quanto mette in scena Gabriele Muccino nel corto Calabria terra mia, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma. Un’occasione che si è trasformata anche in un omaggio a Jole Santelli, la governatrice della Calabria recentemente scomparsa, grade promotrice dell’iniziativa. Lei stessa aveva spiegato in un’intervista video, il perché del corto: “Il mio sogno è far conoscere la Calabria anche nelle sue piccole cose. Un posto come questo ci vuole tempo a scoprirlo e sono certa che grazie alle capacità di Muccino Raoul Bova e Rocio, chi guarderà questo corto potrà pensare, ‘sai che c’è i prossimo weekend vado a farmelo in Calabria”. Con Jole Santelli “ci sentivamo spesso via chat, è grazie a lei che si è realizzato il progetto. Le mandavo spesso le foto di dove giravamo – racconta il regista -. Mi stavo innamorando della Calabria come lei mi aveva preannunciato. E’ una terra complessa e mutevole, affascinante”. Negli otto minuti “mostro alcuni suoi aspetti”, dal “suo mare sublime alle montagne incantevoli a canyon che sembrano quelli della California. Con i paesaggi cambiano anche le persone. Ho provato a fare del mio meglio e l’ho fatto col cuore, cercando di intrattenere e emozionare”. Calabria, terra mia “è nato principalmente dall’energia di Jole Santelli – spiega Raoul Bova, che ha origini calabresi e conosce bene la regione -. Ha voluto il meglio per la sua Calabria, si è circondata di persone che potessero rispettarla, e che ne ricambiassero l’amore”. Per Rocio Munoz Morales, il corto mostra “quanto i posti si arricchiscano e acquistino una bellezza ulteriore quando vengono visti dalla prospettiva dell’amore e del cuore. Il mio ricordo più forte di Jole è il suo amore per questa terra. Mi aveva detto di aver voluto Muccino proprio perché è il regista dell’amore, mentre Raoul e io avremmo potuto portare nella storia l’amore della vita”. Per l’attrice Muccino “è riuscito a trasmettere la ricchezza di quest regione, E’ un posto che respiri, che vivi. E’ una terra onesta e sfacciata, come la Spagna, mi fa sentire a casa”. Il corto, “è stato pensato per essere diviso in mini spot, micro mondi dedicati ai quattro frutti madre. Una campagna che Jole ha concepito con una fruizione nazionale e internazionale”.

Presentato a Roma il cortometraggio che celebra le bellezze della Calabria. Il regista: “L’obiettivo è far conoscere questa regione”. Spirlì: “Jole madre di tutti, il suo sogno ora è realtà”

È stato presentato questa sera alla Festa del cinema di Roma il cortometraggio “Calabria, terra mia”, scritto e diretto da Gabriele Muccino.

L’opera, fortemente voluta dalla compianta presidente della Regione Jole Santelli, scomparsa il 15 ottobre scorso, è stata proiettata in anteprima assoluta nel Teatro Studio “Gianni Borgna”, alla presenza di Muccino, degli attori protagonisti, Raoul Bova Rocìo Munoz Morales, e del producer Alessandro Passadore.

Nel posto riservato al presidente Santelli è stato posizionato un grande mazzo di rose rosse e bianche.

In sala tante personalità del mondo istituzionale e della cultura, tra cui il presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, gli assessori regionali Gianluca GalloFausto OrsomarsoSergio De Caprio, Sandra SavaglioFrancesco Talarico e Domenica Catalfamo, parlamentari e consiglieri di tutti gli schieramenti politici, il sottosegretario Anna Laura Orrico e il commissario della Calabria Film commission Giovanni Minoli.

LA PRESENTAZIONE

La presentazione dell’opera di Muccino è stata introdotta dal direttore artistico della kermesse, Antonio Monda, che ha voluto ricordare il presidente Santelli.

«Ci tenevo a dare un saluto – ha detto – perché sono per metà calabrese e questo progetto ha una risonanza particolare per me. La drammatica sorte della governatrice pesa su tutti noi. La ricordiamo con affetto e stima per la sua vitalità e la sua forza».

Prima della visione di “Calabria, terra mia”, è stata proiettata una clip dedicata al primo presidente donna della regione, realizzata con materiale video registrato a margine della conferenza stampa di presentazione del cortometraggio, avvenuta la scorsa estate. “Voglio che chi guarda questo corto dica: ‘Sai che c’è? Il prossimo weekend me ne vado in Calabria’”, spiegava Santelli.

IL CORTO

Il cortometraggio, prodotto da Viola film per Regione Calabria, dura 8 minuti e racconta la storia di un uomo (Bova) che porta la sua compagna (Munoz Morales) a conoscere per la prima volta la Calabria, in un viaggio alla scoperta degli angoli più suggestivi della regione.

Protagonisti assoluti sono gli agrumi più caratteristici della Calabria – il bergamotto, il cedro, le clementine e il limone di Rocca Imperiale -, che rappresentano il filo conduttore dell’opera. Il tutto condito dalle effusioni amorose dei due fidanzati, tra un «quanto sei bella» di Bova e la promessa di Rocìo: «Da qui non me ne vado più».

L’OMAGGIO DI MUCCINO

«Dalla prima volta che ho incontrato Jole – ha detto Muccino – non abbiamo smesso di sentirci e di chattare. Era un canto continuo che celebrava la Calabria ancora prima che fosse raccontata in questo corto. Penso che lei mi abbia chiamato per questo, per far venire voglia di conoscere questa regione, che non si è ancora fatta conoscere del tutto, che è riservata come i suoi abitanti. Questa è stata la mia intenzione principale: far conoscere questa regione così mutevole».

Muccino non ha perso l’occasione di celebrare la bellezza della Calabria: «I suoi colori sono i miei colori. Non avevo mai visto un mare come quello di Tropea. E nel corto non c’è nessun ritocco. La spiaggia di Capo Vaticano è una delle più belle al mondo. Lo Jonio Cosentino è ancora più stupefacente. Noi non abbiamo abbellito nulla. Questa è la Calabria che sono riuscito a scovare, ma è solo la punta dell’iceberg».

Anche Bova ha reso omaggio al presidente Santelli: «È nato tutto da Jole, che ha messo insieme le energie di ognuno di noi. La Calabria è stata raccontata per quello che è. E ci sono tante altre Calabrie che vanno scoperte. Questa regione è sempre stata un po’ messa da parte, ma Jole ha voluto dire: “Esistiamo e siamo forti, anche nelle cose belle”. Ha voluto sostenere una Calabria mai sostenuta da nessuno. È stata la prima».

Dello stesso avviso anche Munoz Morales: «La Calabria ha qualcosa che non sai dire cos’è. La senti, la respiri, ti emoziona, ti tocca. Non fa finta di essere qualcosa che non è. È Fiera di essere così com’è».

«Jole – ha aggiunto Passadore – aveva questo orgoglio calabrese dentro. Noi non volevamo raccontare la cartolina, ma la Calabria vera».

«Quest’opera – ha commentato il presidente della Festa del cinema, Laura Delli Colli, che ha moderato il dibattito – è un piccolo grande sogno realizzato. È questo il grande omaggio per Jole. Viva Jole Santelli».

IL TRIBUTO DI SPIRLÌ

 

In chiusura, il tributo del presidente f.f. Spirlì: «La Calabria, che è madre, non aveva mai avuto una madre. Se l’è donata da sola: ha voluto Jole, che è riuscita a essere madre della sua terra e di tutta la sua gente. Ha lasciato degli orfani, che la porteranno sempre con sé. Così spregiudicatamente ricca di cultura e umanità, con la capacità di essere un politico senza mai essere un politicante».

«Terremo Jole sempre con noi. Siamo qui – ha sottolineato Spirlì – per starle vicino in una giornata in cui un suo sogno è diventato realtà. Jole ha deciso di parlare del profumo di questa terra, che non viene solo dagli alberi e dai frutti, ma dal lavoro degli uomini e delle donne. Jole ha cancellato le tante brutte pagine dedicate alla Calabria, con una dolce e forte prepotenza di madre. E ha deciso che da oggi bisognerà solo parlare delle cose profumate di questa terra».

«Ogni volta che si vedrà un solo fotogramma di questo lavoro – ha concluso – sarà riportato alla figura di chi lo ha voluto nel suo cuore».

SERVIZIO DI MARIA TERESA CRINITI

 

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