NUOVO “STOP” DELLA RAI ALLA FICTION CHE RACCONTA RIACE

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Rifondazione Comunista non ci sta e i senatori Nugnes e de Falco presentano un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico
Gli interroganti chiedono «quali siano le ragioni che motivano tale rinvio o cancellazione»
 

La fiction in cui si raccontano le vicende di Riace, con attore protagonista Beppe Fiorello, già pronta dal 2018, non troverà posto nel palinsesto Rai neanche nei prossimi mesi.

«“Tutto il mondo è paese”, racconta una parte del nostro Paese scomoda ma bella e reale, quella che ha visto come protagonista Mimmo Lucano e il suo magnifico progetto e che ha contrastato, finché ha potuto, l’immaginario mediatico fatto di paure e diffidenze. Lucano e Riace danno fastidio tanto agli urlatori del “prima gli italiani” quanto ai continuatori con toni meno accesi di politiche discriminatorie»: lo affermano Maurizio Acerbo e Stefano Galieni, rispettivamente segretario nazionale e responsabile immigrazione di Rifondazione Comunista, che – alla luce della notizia del nuovo stop alla fiction su Riace – hanno chiesto alla sen. Paola Nugnes (che rappresenta il Prc in Senato) di presentare un’interrogazione. Cosa avvenuta nella giornata di ieri.

Nell’interrogazione, sottoscritta anche dal sen. Gregorio de Falco (ex M5S, oggi gruppo misto) e rivolta al ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, viene premesso che «la messa in onda di “Tutto il mondo è paese”, fiction rai, con Beppe Fiorello, ispirata all’esperienza di accoglienza diffusa del comune di Riace e incentrata sulla figura carismatica del sindaco che ne è stato l’ideatore, Domenico Lucano, prodotta da PicoMedia per Rai Fiction quasi tre anni fa, era prevista per il febbraio 2018 ma la Rai decise di “sospenderla” dal palinsesto perché – recitava una nota dell’epoca – “al sindaco Lucano è stato recapitato un avviso di garanzia da parte della procura di Locri per alcuni presunti reati collegati alla gestione del sistema di accoglienza, reati totalmente sconfessati dalla sentenza del Consiglio di Stato, pur essendo il processo ancora in corso». Quindi si aggiunge come «da notizie apparse su organi di stampa, si apprende che dai palinsesti Rai, la fiction prevista per il mese di novembre, in prima serata, nuovamente, è stata cancellata per la seconda volta» mentre «sul sito del quotidiano Repubblica, apprendiamo che Riccardo Laganà, scelto dall’assemblea dei dipendenti come membro del cda Rai, tramite un tweet ha dichiarato che la fiction in questione ”rimane in un cassetto con grande dispiacere”».

Considerato che: «La sentenza del Consiglio di Stato del 2018 ha sospeso ogni misura cautelare di obbligo di residenza fuori dal Comune di Riace per Mimmo Lucano affermando che a Riace “non ci sono mai state truffe o appalti pilotati”» i senatori Nugnes e de Falco chiedono di sapere «quale sia l’orientamento del Ministro in indirizzo in merito alle vicende espresse in premessa; se la notizia del secondo rinvio della trasmissione risponde al vero e, in caso affermativo, quali siano le ragioni che motivano tale rinvio o cancellazione, tenendo conto che la Rai ha fortemente voluto la fiction e ne ha commissionato la realizzazione».

Il Prc invoca un «gesto riparatore »

A parere degli esponenti del Prc Acerbo e Galieni «è grave la decisione dei vertici Rai, perché ormai è stato acclarato persino dal Consiglio di Stato che a Riace non ci sono state gare truccate o appalti pilotati. È ampiamente emerso, tra l’altro, che Lucano non viene accusato di aver rubato neanche un euro».

La trasmissione della fiction «rappresenterebbe – a parere del Partito della Rifondazione Comunista – un gesto riparatore dopo la campagna che esponenti politici (del precedente governo come dell’attuale) hanno condotto, accusando Mimmo Lucano di essere uno dei tanti protagonisti del malaffare intorno al cosiddetto “business dell’accoglienza”».

FONTE GAZZETTA DEL SUD

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