Mar. Apr 13th, 2021
“Pietra Cappa” è il monolite più famoso e più alto d’Europa con i suoi 140 metri e un ettaro di estensione. «Sito che rappresenta un grande patrimonio artistico-culturale».

La valorizzazione e la messa in sicurezza della “Vallata delle Grandi Pietre”. È il tema di una lettera che il sindaco Bruno Bartolo ha indirizzato alla Regione Calabria (assessorato ai Beni culturali), alla Soprintendenza dei Beni Archeologici di Reggio e soprattutto al Ministero per i Beni culturali e il turismo. «Un sito – scrive – che rappresenta un grande patrimonio artistico-culturale, del quale non pochi scrittori, a partire da Corrado Alvaro, hanno scritto e raccontato la storia e le leggende».

«Il nome – scrive il sindaco – deriva dalla presenza di numerosi monoliti, il più grande e conosciuto dei quali è Pietra Cappa, al quale si affiancano Pietra Longa, Pietra Stranghiò, le Rocce di Febo e Pietra Castello. Quest’ultima è un agglomerato di enormi rocce, dove sono state ritrovate delle monete bizantine, (395-453 d.c.) e dei resti di fortezza. Purtroppo – scrive il sindaco – il sito non è stato mai oggetto di studi storici e archeologici accurati, che potrebbero portare ad una ricostruzione attendibile e non basata su mere ipotesi». Ha ragione il sindaco, perché in effetti, la conformazione delle cinta murarie fa pensare che i costruttori abbiano usato come base una preesistente fortezza romana. Corrado Alvaro l’ha definita «un dito proteso verso il cielo».

Per non parlare di Pietra Cappa, il monolite più famoso e più alto d’Europa con i suoi 140 metri di altezza e un estensione di circa un ettaro, un tempo frequentata dai monaci basiliani che qui avevano edificato le loro chiese-grotte, le Rocce di San Pietro, e creato insediamenti nei quali si rifugiavano nei momenti di più intensa meditazione. Il suo nome molto antico significa “Coppa rovesciata”, per la grotta che nasconde nelle sue viscere, il cui significato è confermato da alcuni testi medievali che la definiscono “Pietra Gauca”. A pochi centinaia di metri da Pietra Cappa è possibile ammirare i resti della’antica chiesetta di San Giorgio, una chiesa lauritica, punto di riferimento per i monaci che vivevano eremiti nei dintorni. La chiesa era famosa per il pavimento in marmo policromo, smontato nel 1936 e ora conservato e mai esposto al Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria.

Nella lettera è fatto cenno anche ai ruderi della famosa abbazia normanna di San Nicola di Butramo. Della quale poco si sa a proposito della data di fondazione. La parte finale della missiva si chiude con la richiesta di una adeguata previsione economica che consenta la valorizzazione del patrimonio naturalistico e ambientale, rappresentato dal Parco nazionale d’Aspromonte.

Un ente, bisogna dire, nato nel lontano 1994, che però non si è mai interessato di questo straordinario patrimonio, a parte alcune locandine e foto fine a se stesse. Tanto da farci dubitare sulla conoscenza o meno di un sito così importante e dal valore inestimabile che potrebbe dare – se valorizzato — un impulso non indifferente da un punto di vista ambientale, ma anche e soprattutto economico.

FONTE GAZZETTA DEL SUD

 
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