SIDERNO NON VUOLE PIÙ AGONIZZARE ACCANTO A QUEL “MOSTRO” TRITARIFIUTI

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«L’impianto di San Leo va smantellato e delocalizzato lontano da qui». Siamo comunque ancora, in regime di raccolta provvisoria e, almeno ufficialmente, non si hanno notizie precise per l’immediato futuro.
 
 

Altro che ampliamento, l’impianto è proprio da chiudere. È la sintesi della decisione unitaria adottata da un gruppo di organizzazioni sidernesi, politiche e non, al termine di un incontro che ha avuto luogo nella sede del Partito Comunista in via Cerchietto.

In premessa sono state evidenziate le grosse difficoltà che da molti anni vive la cittadinanza, ed è stato sottolineato come Siderno non può continuare ad essere l’epicentro delle sventure legate al cattivo funzionamento di un impianto che sin dall’inizio della sua costruzione, ha dato, a fase alterne, parecchi problemi ai residenti, a partire dagli odori nauseabondi che in determinati periodi hanno costretto la comunità a giustificate proteste.

Dopo un’ampia discussione in cui sono state messe a fuoco le vicende che hanno caratterizzato l’attività dell’impianto Tmb di contrada San Leo e la ripetuta considerazione che «Siderno ha già dato», e si è parlato anche del recente incendio che ha distrutto due dei cinque capannoni della struttura con la conseguenza che è stato “bloccato” il conferimento dell’umido e dell’indifferenziato, si è arrivati ad articolare alcune precise considerazioni. Che si possono riassumere in cinque punti. La richiesta incondizionata di chiusura dell’impianto di San Leo. La dismissione e la delocalizzazione dell’impianto fuori dal comune di Siderno, in un sito lontano dalle aree abitate e da zone agricole o turistiche, nel rispetto dei vincoli ambientali e nel rispetto della normativa urbanistica, cittadina e statale. Si chiede poi di approntare un ricorso al Tar per quanto riguarda la salute pubblica, sia per la violazione delle norme menzionate sia sulla eventuale illegittimità di un eventuale ampliamento. Infime promuovere una raccolta di firme da parte della cittadinanza sui punti evidenziati.

A queste richieste hanno subito dato la loro adesione l’associazione Volo, il Comitato a difesa della salute dei cittadini sidernesi, il Comitato ecologico Pantanizzi, i Comunisti Uniti per Siderno, il movimento “Noi per Siderno”, il Partito Democratico, il Comitato Riviera Pulita, il movimento Siderno nel Cuore, e Sinistra Italiana.

Intanto, in città è ripresa la raccolta dell’umido che, come abbiamo anticipato, dopo lo stop imposto dall’incendio dell’impianto di San Leo, sarà trasportato a Vazzano, in provincia di Vibo Valentia. Le operazioni di raccolta che sarebbero dovute terminare alla mezzanotte di giovedì, sono proseguite anche nella mattinata di ieri a causa dell’enorme quantità che si era accumulata nella cittadina per il blocco dell’impianto.

ARISTIDE BAVA

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