4 Dicembre 2020

La freschezza e la dinamicità dei giovani, nonché la valenza delle buone idee, rappresentano sempre e comunque un valore aggiunto: anche quando le cause contingenti non agevolano il naturale corso degli eventi. Tale concetto si sposa in maniera plenaria nel progetto “Woods” (una innovativa produzione artistica che ultimamente si sta ponendo notevolmente in luce). Il terzo appuntamento della “saga” ha posto in evidenza, oltre alla già citata vivacità giovanile, anche elementi di discussione e di scontro fra i quattro protagonisti: Sebastian Febbo, Ferdinando Clemente, Bruno Musolino e Lorenzo Violi. I dissidi giovanili, avvenuti durante la scorsa settimana e trasmessi nella puntata di sabato scorso dall’emittente Telemia, evidenziano la grande passione che questi quattro ragazzi stanno infondendo al progetto.

L’attaccamento alla “maglia” e la caparbietà nell’inseguire il comune obiettivo hanno creato nel gruppo piccoli contrasti. Tutto si è risolto, tutto si è appianato con l’arrivo di parenti, amici e famigliari. Con la complicità delle produzione, i congiunti dei quattro protagonisti, “irrompono” a sorpresa nello studio per supportare i propri beniamini. Un abbraccio corale, sulle note della mitica Hey Jude dei Beatles, sancisce la transizione del delicato momento e la ritrovata armonia. Fuori dallo studio la terribile realtà caratterizzata dalla pandemia da Covid – 19 non galvanizza certo l’animo dei quattro protagonisti. La terza puntata ha insegnato, a chi ha avuto modo di seguirla, quanto sia importante l’unione, il supporto della famiglia e delle persone care. In momento oltremodo delicato per il mondo, da un piccolo angolo di Calabria, quattro ragazzi, parlano di speranza attraverso la musica dei Beatles ed attraverso la loro arte musicale.

Un copione che si ripete, come negli anni 60’ del secolo scorso, quando quei medesimi brani erano dei veri e propri inni per le passate generazioni e “validi supporti” per tematiche di grande rilievo sociale ed umano. Oggi, nel 2020, le medesime canzoni ci parlano ancora una volta di speranza. La speranza, appunto, che i quattro ragazzi lanciano, uniti coralmente nell’esecuzione di Hey Jude, e coadiuvati da bambini, giovani e meno giovani, uomini e donne comuni, che forse (in riferimento ai bambini) con i Beatles e la loro musica non hanno avuto, anagraficamente a che fare… Ma cantano tutti come se quel brano facesse parte del proprio patrimonio genetico.

Tutta questa gente è oggi lì, a vocalizzare ad lubitum, ed a battere le mani a ritmo di musica. Hey  Jude, scritta nel 1968 da due ragazzi di Liverpool: John Lennon e Paul McCartney) è un brano che non conosce epoche storiche e confini, ma che trasporta, coinvolge ed allontana i pensieri cattivi oggi come ieri. Un sorta di mantra, di rito scaramantico per allontanare “le tante nuvole nere” che questo presente ci sta riversando.

Un puntata che ha commesso, che ha condotto alla riflessione i più sensibili e che ha fatto pensare, forse per pochi intensi secondi, anche chi non si sente “scalfito” da queste “cose”. Woods continua il proprio percorso: l’entusiasmo degli ideatori del progetto: Giuseppe Mazzaferro, Stefano Marra e Bruno Panuzzo ha fatto ancora una volta centro. La freschezza giunge, per questa terza puntata, dall’esterno grazie a: Denise Marzano, Rosario Zito, Francesco Zito, Noemy Zito, Francesco Sculli, Domenico Sculli, Leonardo Monteleone, Patrizia Strati, Francesco Ioconis. Queste persone, bambini, uomini e donne di oggi e di domani, hanno fatto capire ai ragazzi, ed al pubblico, l’importanza dell’unione e della cooperazione. Un lezione di vita, molto profonda ed attuale, per il nostro doloroso presente. Non ci resta che aspettare il verdetto e conoscere, finalmente, il vincitore. Tutto ciò avrà luogo nell’ultima puntata di “Woods”, la quale andrà in onda su Telemia (CH 85) sabato prossimo 31 ottobre intorno alle ore 20,00.

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