4 Dicembre 2020

Quanto dichiarato oggi a Montecitorio dal Ministro Speranza circa la classificazione della Calabria quale zona rossa non mi soddisfa ed anzi accentua in me il forte convincimento di come decisioni del genere siano state assunte per mascherare e nascondere le proprie responsabilità. Speranza fa riferimento alla debolezza del nostro sistema sanitario, più che ai numeri del contagio in generale che fanno, invece, della Calabria una delle aree più fortunate essendo, ad oggi, molto lontana dai livelli di allarme circa terapie intensive e sub intensive. Facendo ciò boccia se stesso, il suo esecutivo e quelli precedenti della sua stessa parte politica che, negli anni, hanno gestito direttamente la sanità in Calabria per mano di super manager inviati direttamente da Roma. Il commissariamento governativo ha fallito, ha inginocchiato la sanità calabrese (nonostante il lavoro eroico portato avanti da personale medico e paramedico in condizioni disumane) ed ha stremato psicologicamente ed economicamente le famiglie dei Calabresi che per le cure hanno dovuto affrontare disagi e trasferte fuori regione.

Solo adesso si rende conto, il Ministro Speranza, della fragilità del sistema sanitario regionale calabrese. E di fronte a questo scenario cosa fa? Sceglie la via più breve e comoda che è quella di chiuderci tutti in casa, andando a compromettere quasi definitivamente il nostro sistema produttivo ed economico. Il Ministro sceglie di decretare la “zona rossa” per la Calabria nello stesso giorno in cui decide, insieme al suo governo, di prorogare il commissariamento, implementandone a dismisura i poteri (ed ovviamente i costi vista l’elefantiaca struttura). Tutto ciò avviene sulle teste dei Calabresi e chi ha, da anni, la responsabilità politica e gestionale della sanità in Calabria se ne deve far carico. I cittadini, le associazioni di categoria, i pazienti sono stanchi: pretendiamo tutti di avere una sanità degna di questo nome ed attraverso la scorciatoia di chiuderci in casa si mette una sanguinosa toppa, ma non si risolve il problema.

La Regione Calabria è stata ESAUTORATA dalla gestione della sanità e dalla gestione del piano operativo anti covid. Rammento a me stesso quanto scriveva la nostra compianta Presidente Santelli in una lettera al Premier Conte in data 13.09. u.s.. Il contenuto di quella lettera ristabilisce la verità ed inchioda chi di dovere alle proprie responsabilità.

Il Consiglio Regionale si riunirà sabato 7 novembre in via straordinaria e d’urgenza per discutere di tutto ciò. Auspico fin da ora che su questi temi ciascuno di noi dismetta i panni derivanti dalle proprie appartenenze partitiche e si lavori tutti insieme, maggioranza ed opposizione, verso la direzione che veda la Calabria unita e coesa, quantomeno sul tema che più ci rappresenta tutti, quale è quello della sanità.

In caso contrario, i Calabresi capiranno chi mette l’interesse di bottega, o qualche altro rapporto Romano gerarchicamente superiore, prima di quello comune.

 

                                                                                                                       Giacomo Pietro Crinò

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