4 Dicembre 2020

 Adesso non conviene barare, entra in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’indicazione di provenienza sui salumi, per sostenere il vero Made in Italy e smascherare l’inganno della carne straniera spacciata per italiana. Questo il commento del presidente della Coldiretti Calabria Franco Aceto nel rendere noto che scade in questo fine settimana  il termine di 60 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Decreto interministeriale sulle Disposizioni per “l’indicazione obbligatoria del luogo di provenienza nell’etichetta delle carni suine trasformate”. E’ un ulteriore tassello  – aggiunge -che consente di portare in tavola prodotti Made in Italy per sostenere l’economia ed il lavoro del territorio. Il decreto sui salumi prevede – spiega Coldiretti – che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative a: “Paese di nascita, “Paese di allevamento, “Paese di macellazione”. Se la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine”. La dicitura “100% italiano” è utilizzabile solo quando la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia.  Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: UE”, “Origine: extra UE”, “Origine: Ue e extra UE”. “In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta il Paese d’origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale al Made in Italy” -sostiene Aceto. Grande soddisfazione viene espressa da Anna Madeo Responsabile commerciale Marketing – Filiera Madeo. “La nostra filiera dal 1984 – dichiara – è impegnata nella valorizzazione della razza autoctona il Suino Nero di Calabria e di produzioni agricole di pregio, quali il peperoncino di Calabria e l’olio extravergine di oliva dop e Bío. Il nostro Gruppo oggi è capofila della rete d’impresa più grande d’Italia che raggruppa sotto un unico brand “Suino Nero Italiano”, allevatori e trasformatori di sette regioni che  salvaguardano e tutelano il nostro patrimonio nazionale di biodiversità. Il decreto di origine della materia agricola – rimarca –  è necessario e indispensabile: in primo luogo per il consumatore, per il quale saranno finalmente chiare le indicazioni sulla provenienza delle produzioni agricole utilizzate nei prodotti trasformati; in secondo luogo per le nostre filiere produttive, per le quali questo nuovo scenario di mercato, rappresenta un’opportunità per crescere valorizzando il Made in Italy”.  Il provvedimento aggiunge Coldiretti –  certamente sostiene i nostri allevamenti di suini messi in ginocchio dalla pandemia e dalla concorrenza sleale. Non potrà più succedere di vedere “tarocchi” che richiamavano esplicitamente la  Calabria come, ad esempio, soppressata e salame calabrese. In Calabria, ci sono oltre 5mila allevamenti, compresi quelli familiari, con circa 52mila capi di suini e al netto dei quattro salumi DOP calabresi che già rispondono a precisi disciplinari sulla provenienza delle carni.  Coldiretti stima che il comparto della produzione di salumi, insaccati e carne di maiale, allevamento, trasformazione, trasporto e distribuzione, è di oltre 400 milioni di €uro. Il comparto può segnare una inversione di tendenza con benefici per i nostri suinicoltori e la nostra economia vista la straordinaria valenza storico-culturale e ambientale – economica della filiera in Calabria.

 

14.11.2020                                                                                              Ufficio Stampa Coldiretti Calabria

 

 

 

 

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