4 Dicembre 2020

Domani seduta straordinaria dell’Assemblea su “Calabria zona gialla”: la maggioranza prepara una mozione per un’ordinanza anti “lockdown”. I dem valutano di disertare l’aula ma alla fine ci saranno

Elmetto in testa, il centrodestra calabrese si prepara alla “guerra” contro il governo nazionale. Il “fronte” della maggioranza regionale è già partito da giorni e domani vivrà il suo diapason nella seduta del Consiglio convocata in via straordinaria e urgente dal presidente di Palazzo Campanella, Mimmo Tallini. Un solo punto all’ordine del giorno in quello che è il primo Consiglio dopo la scomparsa della governatrice Santelli: “Calabria zona gialla”, e già il titolo è eloquente del clima che si respira già in queste ore, molto tese e caratterizzate da una aspra polemica introduttiva tra il centrodestra e il centrosinistra, in particolare il Pd. E anche una “partita a scacchi” giocata sul filo dei nervi e con le Regionali nel mirino, perché l’ordinanza della “zona rossa” del governo Conte, abbinata poi alla proroga eterna del commissariamento della sanità calabrese, agli occhi e nei pensieri (e nei timori) della maggioranza ha un sapore molto (se non solo) “politico”. Inoltre, la maggioranza – riferiscono attenti analisti politici – si sarebbe trovata un po’ “spiazzata” perché avrebbe percepito nell’opinione pubblica, e nelle “piazze” manifestanti di queste ore, un vento non esattamente propizio attorno a sé. Da qui la strategia, messa a punto dai consiglieri regionali in una sorta di “conclave” insediato in via permanente a supporto (secondo i “malingi”, in supplenza…) del presidente facente funzioni della Giunta Spirlì, di mettere in campo tutte le iniziative utili a far capire ai calabresi che il nuovo, comunque pesante lockdown ha un solo “padre pardone”: il governo nazionale targato Pd-M5S. Da qui – in via subordinata – l’ulteriore messa a punto dello strumento con cui poter concretizzare questa “operazione verità” che dovrà emergere chiaramente – è questa l’intenzione del centrodestra calabrese – dal Consiglio regionale di domani. In pratica, l’Assemblea per la maggioranza dovrà servire a dimostrare che la “zona rossa” è solo una “punizione” per la Calabria, applicata dal governo nazionale sulla base di dati non aggiornati a disposizione dei ministero e non sulla base dei dati forniti dalla Regione. Una posizione che la coalizione di governo in queste ore sta definendo per farla confluire in un atto di indirizzo politico – mozione o ordine del giorno – da votare e approvare domani in Consiglio regionale. Sui contenuti e sui toni di questo atto – riferiscono fonti del centrodestra – si sta lavorando da ieri, si è lavorato per tutto oggi e magari si lavorerà anche in nottata, perché ovviamente le parole vanno pesate bene e soprattutto bisogna capire come, quando e fino a quanto “forzare la mano” al governo nazionale: l’ala più “oltranzista” della maggioranza propenderebbe per una mozione-odg che impegni il presidente ff Spirlì a emanare, all’inizio della prossima settimana, un’ordinanza “Calabria zona gialla”, una strada che – è persino superfluo evidenziarlo – significherebbe scontro frontale e totale (istituzionale, politico, amministrativo e persino giudiziario) con Palazzo Chigi, ma nel centrodestra c’è anche un’ala meno “barricadera” che punterebbe a formule più “soft” ma sempre conflittuali, perché comunque il vento elettorale tutti, nel centrodestra, lo sentono e lo sentono soffiare molto forte. Si vedrà in aula, quindi, domani. Come si vedrà cosa succederà sul versante centrosinistra-Pd, che si muove “a specchio” con il centrodestra e su un crinale comunque scomodo, come del resto dimostra la stizzita reazione (contraria) alla convocazione del Consiglio regionale straordinario di domani. Ore di riflessione soprattutto tra i democrat, che nel pomeriggio si sono confrontati con il commissario Stefano Graziano sul da farsi, valutando concretamente la possibilità – e soprattutto l’opportunità – di non partecipare ai lavori consiliari. Alla fine – a quanto si è appreso – pur nella consapevolezza di dover scendere in “trincea”, tra i dem e gli alleati sarebbe prevalsa la linea di fare la battaglia politica in aula. E battaglia, quindi, sarà. (a. c.)

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