5 Dicembre 2020

Finito sotto gli occhi del ciclone per l’intervista shock di venerdì sera, l’ex commissario alla sanità Cotticelli prova a ribattere alle accuse

“Sembrava la mia controfigura. Non so cosa mi sia successo, la mia famiglia non mi ha riconosciuto. Il piano anti-Covid l’ho fatto io! Sto cercando di capire se ho avuto un malore o qualche altra cosa, perché l’intervista è preceduta da una serie di attacchi per via mediatica ed istituzionale. Attacco di delegittimazione nei confronti di una persona, quando tocchi degli interessi, allora devi essere eliminato”, ad affermarlo il generale Saverio Cotticelli durante il programma “Non è l’Arena” in onda su La7. L’ex commissario alla sanità in Calabria si riferisce ovviamente allo scandalo venuto fuori nel corso di un’intervista, in cui sembrava non sapere di essere lui il responsabile al piano anti Covid nella Regione.

“Dopo quell’intervista mi sono dimesso perché mi vergognavo – continua Cotticelli – , mi sono dimesso perché ho sbagliato ed è giusto che io paghi per rispetto della mia storia. Sono qui per dire come stanno le cose, per rispetto della mia famiglia e di tutti i calabresi! A giugno ho sviluppato il piano ospedaliero e il piano territoriale, che è approvato dal Ministero della Salute. Il commissario Arcuri, dopo i bandi di gara, ha delegato le varie aziende sanitarie come soggetti attuatori. Voglio rendere onore alla Presidente Santelli, perché se non fosse morta adesso non saremmo in questa situazione. Dal giorno del suo insediamento nella Regione abbiamo sempre collaborato, in ogni fase dell’emergenza. Il giorno dell’intervista non ero lucido, non stavo bene in quel momento. Nel mese di giugno mi viene il dubbio che, siccome non era stato stilato un programma operativo Covid, che dettasse le linee programmatiche, volevo dare il mio contributo, la struttura commissariale non era stata interpellata. Ho fatto un esposto al Ministero e mi è arrivata la lettera a fine ottobre, che metteva nelle mie mani la responsabilità del piano anti Covid. Il neo commissario avrà a disposizione 2 sub commissari e 25 persone a sua disposizione, tutto questo su mia richiesta”.

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SERVIZIO DI GIUSEPPE MAZZAFERRO

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