5 Dicembre 2020

“Paracetamolo per i sintomi febbrili, gli antinfiammatori se il quadro clinico del paziente Covid inizia ad aggravarsi, cortisone solo in emergenza per evitare di aggredire il sistema immunitario del malato. Nessun antireumatico, nè antibiotici. Eparina per le persone che hanno difficoltà a muoversi”. Sono queste le indicazioni terapeutiche per le cure a casa dei malati di Covid contenute nella bozza del Protocollo messo a punto dal gruppo di lavoro del Ministero della Salute.

Sconcerto dei medici di famiglia – si è appreso – che contestano di non essere stati interpellati e non condividono le indicazioni terapeutiche.

Cosa prevede il protocollo per le cure a casa
Il protocollo in sostanza per i casi asintomatici, spiega lo stesso Bassetti, non prevede alcuna terapia. Per quelli con sintomi lievi (febbre non superiore a 38 C e/o lieve sintomatologia respiratoria e/o mialgie) si prescrive una terapia sintomatica, come paracetamolo, ibuprofene o acido acetilsalicilico (aspirina) in assenza di controindicazioni. Per chi ha invece febbre persistente superiore a 38.5 C per 96 ore con tosse e con dispnea da sforzo, ma saturazione dell’ossigeno a riposo in aria ambiente pari o superiore a 93% oppure a 90% in pazienti con patologie polmonari croniche, si prevede la stessa terapia sintomatica e in aggiunta l’eparina in caso di età superiore a 60 anni, ridotta mobilità o presenza di altri fattori di rischio. Prevista prescrizione di antibiotici, da valutare caso per caso in base all’impegno polmonare, non con il presentarsi dei primi sintomi quindi, ma in caso di sospetta sovrainfezione batterica. Il cortisone viene indicato solamente dopo 5-7 giorni dall’esordio dei sintomi, mentre è sconsigliato per chi non presenta segni di compromissione respiratoria

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