Gio. Gen 28th, 2021

“Ne basterebbero 4 o 5, non si può essere schiavi algoritmo”

“Ventuno punti da analizzare sono davvero una tombola. Devono ammettere di essersi sbagliati: se dobbiamo monitorare in maniera agile e rapida la situazione dei territori abbiamo bisogno di tre, quattro, cinque punti al massimo, che fotografino all’istante quello che sta accadendo”. Lo ha detto a Sky Tg24, Nino Spirlì, presidente facente funzioni della Regione Calabria. “Sarebbe una cosa saggia – ha aggiunto Spirlì – ammettere l’errore di queste settimane che, dal punto di vista sociale, è costato alla gente. La Calabria si è ribellata alla zona rossa tout court perché noi avevamo già deciso, monitorando i territori, Comuni da fare rossi o arancioni, per chiudere quelle zone. In Calabria, su 402 Comuni, 319 sono piccoli paesini, con meno di 5mila abitanti. Quando chiudo un paese di 600 o 100 persone, decido in quell’istante che quella gente deve morire di fame entro un mese. Intelligenza avrebbe voluto che uno dei criteri fosse lasciato a una scelta politica ragionata tra Regioni e Governo, per stabilire umanamente quello che è necessario sui territori. Non si può essere schiavi di un freddo algoritmo che non tiene conto delle differenze”.

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