DIFENDIAMO L’OSPEDALE: TUTELIAMOCI CON L’OSPEDALE DA CAMPO, MA PRETENDIAMO DA SUBITO UN’ALTERNATIVA STABILE

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Nel condividere ed appoggiare le riflessioni del gruppo consiliare Scelgo Locri, riguardanti l’Ospedale da campo che, a giorni, dovrebbe essere realizzato in uno spazio adiacente all’Ospedale di Locri, facciamo fatica a comprendere perché chi avrebbe dovuto fare, in questi mesi, sia rimasto a guardare e non abbia provveduto ad attuare quanto previsto per l’emergenza dal Governo.

E’ vero che la Regione è commissariata e che l’ex Commissario Cotticelli, costretto a dimettersi dopo un’intervista a dir poco sconcertante, ha chiaramente dimostrato una evidente incompetenza a ricoprire detto ruolo, ma è altrettanto vero che al Presidente della Regione, con il decreto del 27 febbraio del Capo del Dipartimento della Protezione civile, è stato affidato, in qualità di soggetto attuatore, il coordinamento delle attività nei settori della protezione civile e della sanità per la gestione dell’emergenza. Attualmente, delegati del soggetto attuatore, sono il dott. Belcastro del Dipartimento Tutela della Salute ed il dott. Varone del Dipartimento della Protezione civile regionale. 

É stato detto che l’Ospedale da campo è l’unica soluzione percorribile nell’immediato, in quanto la protezione civile non può intervenire sull’ambito sanitario e, specificatamente, sugli ospedali chiusi. Proprio in questi giorni, il delegato del soggetto attuatore, il dott. Belcastro, è intervenuto con un apposito avviso per il reperimento, su base regionale, di operatori sanitari e di addetti alle attività amministrative per garantire l’operatività del sistema di ricerca e gestione dei contatti dei casi di Covid-19. Ci si è accorti, infatti, in piena emergenza, che chi avrebbe dovuto fare, ha fatto molto meno di quanto previsto. Nella Locride, erano state individuate tre Unità speciali di continuità assistenziale (USCA), una ogni 50.000 abitanti come richiesto dal Governo, ed invece, ne è stata attivata una sola. Oggi ci ritroviamo con le attività di tracciamento saltate, con un numero dei soggetti positivi prossimo a 400, con l’assistenza a domicilio che non può essere garantita, stante l’enorme mole di lavoro che ricade sui pochi sanitari assegnati all’ USCA di Marina di Gioiosa.

Sono queste considerazioni che ci fanno apparire molto strano che si dica che non si possa intervenire sugli ospedali chiusi, come quello di Siderno o di Gerace, che, anche a nostro modo di vedere, sarebbero stati la soluzione ottimale. In ogni caso, l’Ospedale di Locri, grazie al grande sacrificio degli operatori, è ancora aperto e, già nello scorso luglio, era stata suggerita la realizzazione di una Palazzina Covid nell’edificio, ormai del tutto vuoto che, progettato e realizzato per le attività di assistenza, con impianti di gas medicali e bagno in ogni camera, è stato sin dall’inizio destinato ad altro uso, come sede di uffici amministrativi. Questa struttura, separata dal corpo principale dell’Ospedale, ma ad esso strettamente collegata, potrebbe ospitare sino a 20 posti letto (questi erano quelli previsti per la Pediatria e mai destinati), numero certamente sufficiente per le esigenze del territorio. Questa sistemazione garantirebbe la necessaria “separazione” e l’indispensabile “integrazione” assistenziale con gli altri servizi dell’Ospedale, necessari per l’assistenza ai pazienti Covid. In questi mesi, l’ASP di Reggio Calabria non ha fatto nulla per identificare ed attrezzare nel nostro territorio una struttura per l’emergenza COVID. Vorremmo che qualcuno ci spiegasse perché, in una situazione di emergenza, la Protezione civile può reperire medici, infermieri, assistenti ed anche amministrativi e non può, invece, intervenire per garantire ai pazienti una sistemazione logistica più dignitosa, utilizzando spazi certamente più accoglienti di quelli che potrà offrire un Ospedale da campo.  Le attrezzature ed il personale sanitario che, da quanto comunicato, saranno reperiti dalla Protezione civile, troverebbero anche una più adeguata sistemazione. E, se anche fosse necessario fare qualche intervento di sistemazione, teniamo conto che quanto verrà realizzato, potrà essere utilizzato anche dopo la fine dell’emergenza Covid.

Nell’immediato, tuteliamoci con l’Ospedale da Campo, ma, nel contempo, si avvii da subito una interlocuzione forte con il Sig. Prefetto, da cui dipendono anche i Commissari dell’ASP, per trovare in tempi rapidi una soluzione alternativa più rispettosa dei diritti dei cittadini.

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