5 Dicembre 2020

Dopo la manifestazione organizzata dagli amministratori locali il capo del Governo, insieme al ministro della Salute Roberto Speranza, ha concesso loro un incontro. Stop al commissariamento, annullamento del debito e assunzioni le richieste degli amministratori

 Con la fascia tricolore a manifestare sotto Palazzo Chigi. Sono decine i sindaci calabresi che si sono recati a Roma per chiedere una volta per tutte un deciso intervento da parte del Governo per la sanità calabrese. Le ultime vicissitudini legate alla querelle della nomina dei commissari rappresentano soltanto l’orlo di un vaso da cui traboccano le difficoltà dell’intero settore. Dieci anni di commissariamento non sono serviti a sanare la situazione, le chiusure degli ospedali, lo stop alle assunzioni e i tagli indiscriminati avevano un sommerso di criticità in termini di cure per i calabresi che con lo scoppio della pandemia sono esplose in tutta la loro violenza. Sindaci di diversi territori e con appartenenze politiche differenti hanno manifestato tutto il loro dissenso. Ad organizzare la mobilitazione è stata Anci Calabria che per tramite del suo presidente ci tiene a ribadire subito che_ «Non ci interessano le diatribe politiche. Vogliamo una buona gestione della sanità in Calabria, una sanità che sia all’altezza della Repubblica Italiana di cui siamo parte. Siamo qui a ribadirlo con le nostre fasce Tricolori», dice Francesco Candia. «Vogliamo essere parte dello Stato e vogliamo che in Calabria ci sia una sanità normale». Superare il commissariamento e azzerare il debito prodotto negli anni e che ha generato un deficit di bilancio che supera i 100 milioni di euro. Queste le due richieste più importanti avanzate dagli amministratori che però ribadiscono anche la necessità di dare inizio ad una grande stagione di assunzioni. I sindaci vogliono essere protagonisti della fine della fase commissariale e per questo tantissimi hanno chiesto un coinvolgimento diretto tra gli esperti che dovranno guidare questa transizione poiché essendo interfaccia dei cittadini e punto di riferimento amministrativo di prossimità conoscono bene le difficoltà dell’intera regione. «C’è un buco di democrazia in Calabria, i cittadini sono stati privati del diritto all’autodeterminazione» ha ribadito il sindaco di Vibo Valentia, Maria Limbardo poco prima che una delegazione incontrasse il premier Conte insieme al ministro della Salute Roberto Speranza.

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