5 Dicembre 2020

Riportiamo, qui di seguito, una nota di uno dei migliori specialisti in vitivinicoltura italiani, il professore Antonio Francesco Cufari, calabrese DOC, Agronomo e dottore di ricerca in Biotecnologie oltre che docente all’istituto tecnico agrario di Caulonia Marina.

“Ho lavorato dal 2005 al 2013 come enologo e direttore tecnico presso aziende agricole toscane e siciliane. Nel 2014 sono tornato in Calabria, dove ho collaborato come consulente enologico ed agronomico presso numerose aziende vitivinicole calabresi fino al 2019, anno in cui sono diventato docente di ruolo presso l’Istituto Tecnico Agrario di Caulonia, afferente all’I.I.S. “Zanotti Bianco” di Marina di Gioiosa Ionica. Nella mia carriera ho collezionato numerosi riconoscimenti tra cui: la Gran Medaglia d’Oro al Concours Mondial de Bruxelles, due e tre bicchieri Gambero Rosso e il Premio speciale “Gran Vinitaly” con il gruppo aziendale dove collaboravo. Ho dovuto fare questa premessa, perché in questi giorni ho letto un articolo pubblicato su un quotidiano regionale, dove ho scoperto che un’azienda calabrese è risultata vincitrice di un prestigioso riconoscimento: ovvero i tre bicchieri e il titolo di Viticultrice dell’anno Gambero Rosso da parte dell’Azienda Agricola Antonella Lombardo. Vorrei anzitutto complimentarmi con la dottoressa Lombardo per il prestigioso riconoscimento, ottenuto a soli circa due anni da quando ha iniziato ad operare nel settore vitivinicolo, augurandole di ottenere anche in futuro riconoscimenti di questo calibro in quanto rappresentano un valore aggiunto per i prodotti di tutto il nostro territorio. Ma continuando a leggere l’articolo, facendo seguito ad una domanda da parte del giornalista che la intervistava, relativamente alla motivazione che ha spinto la dott.ssa Lombardo a scegliere come tecnici aziendali tre consulenti toscani anziché calabresi, leggo la seguente risposta che cito testualmente: “In Toscana la viticoltura ha un nome e soprattutto si può fare esperienza, mentre da noi in Calabria, benché esistano figure di questo tipo, non possono aver raggiunto la stessa maturità.” In questi giorni sono stato bersagliato da telefonate e messaggi di colleghi ed imprenditori vitivinicoli i quali mi hanno posto tutti lo stesso interrogativo: “Come fa un imprenditore dopo solo due anni di esperienza a giudicare definendo immatura la qualità professionale di tecnici ed imprenditori che operano nella vitivinicoltura e che sono sul mercato da molti più anni di lei?” Vorrei pertanto ricordare alla dott.ssa Lombardo che la Calabria è una regione molto ricca di tali figure professionali i cui riconoscimenti sono stati pubblicati in molte riviste di settore. Oltre al sottoscritto, esistono numerosi tecnici con anni di esperienza in più realtà vitivinicole italiane e che lavorano già presso aziende calabresi e che assolutamente non si sentono professionalmente immaturi; esistono inoltre numerosi imprenditori che svolgono anche la funzione di agronomo o di enologo presso la propria azienda e che sono sul mercato da più di venti anni e che attraverso il loro costante impegno danno lustro alla vitivinicoltura calabrese, garantendo una continuità economica alla propria azienda; esistono infine docenti universitari nati e cresciuti nel nostro territorio e che operano nel settore della viticoltura e dell’enologia da diversi anni i cui lavori sono pubblicati su riviste scientifiche nazionali ed internazionali. Mi pare quindi che professionalità dotate di un certo spessore in Calabria non manchino. Vorrei pertanto invitare la dott.ssa Lombardo a non giustificare le sue scelte imprenditoriali denigrando le qualità professionali del nostro territorio, perché, oltre ad essere non vere, danneggiano l’immagine di un settore che negli ultimi anni ha ottenuto riconoscimenti sempre più prestigiosi sia in Italia che all’estero.”

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