LA “RIVOLTA” ALLA CITTADELLA CONTRO LA “ZONA ROSSA”. CONTESTATO SPIRLÌ

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Attimi di concitazione si sono registrati quando si è presentato il presidente facente funzioni della regione Calabria, Nino Spirlì, che ha ricordato la presa di posizione dell’amministrazione, quella di impugnare l’ordinanza dell’istituzione della Calabria come zona rossa. Poi l’incontro con le associazioni di categoria. «Non dimenticheremo le imprese»

 Circa 200 persone stanno manifestando davanti la sede della Regione a Catanzaro contro il lockdown deciso dal governo nazionale con l’istituzione della zona rossa in Calabria. Alla manifestazione, promossa nella nottata dal Forum delle associazioni di Catanzaro e montata in via spontanea sui social, partecipano commercianti, imprenditori, operatori sanitari e semplici cittadini che contestano la decisione governativa per gli effetti negativi che potrebbe avere sull’economia e sulla società calabrese.

 

SPIRLI’ CONTESTESTATO Attimi di concitazione si sono registrati quando si è presentato il presidente facente funzioni della regione Calabria, Nino Spirlì, che ha ricordato la presa di posizione dell’amministrazione, quella di impugnare l’ordinanza dell’istituzione della Calabria come zona rossa. Alcuni manifestanti hanno contestato Spirlì sottolineando il ritardo della Regione in tutta la vicenda e invitandolo ad «andare a casa, ci vorrebbero le dimissioni di tutto il Palazzo»: a questo punto il presidente facente funzioni della Giunta ha deciso di rientrare nella sede della Regione. Al momento comunque non si registrano problemi di ordine pubblico.

Dopo la contestazione, Spirlì ha ricevuto una delegazione dei manifestanti, ai quali ha illustrato la posizione della Regione. «Siamo insieme a voi in questa battaglia per la libertà, consapevoli di aver fatto, fin dal mese di marzo, tutto quanto era nelle nostre possibilità per sostenere un comparto, quello sanitario, sul quale non abbiamo alcun potere», ha detto ai rappresentanti delle categorie produttive calabresi, incontrati stamani in Cittadella per discutere delle conseguenze dell’ordinanza del ministro Speranza che, da domani, porterà a nuovo lockdown in Calabria.

«Fin dallo scorso marzo, con il presidente Santelli – ha detto Spirlì –, abbiamo investito circa 8 milioni di euro per la remunerazione del lavoro del personale del Ssr e altri 3,2 per le assunzioni degli infermieri scolastici e di altro personale delle professioni sanitarie. Le aziende, inoltre, sono state autorizzate ad assumere personale per circa 18 milioni. Altri 15 milioni risultano già spesi per l’acquisto di tamponi, dispositivi di protezione individuale e apparecchiature. Attualmente, abbiamo una percentuale del 6% dei posti di terapia intensiva occupati. Queste cifre, nel loro complesso, ci dicono quanto sia ingiustificata la decisione del Governo, che impugneremo davanti al Tar del Lazio».

 

«NON DIMENTICHIAMO LE IMPRESE» «Non ci siamo dimenticati delle imprese, del commercio, dell’artigianato e del mondo dello spettacolo», ha aggiunto ancora Spirlì, che ricorda come per le categorie produttive sia stato ripartito «un residuo di 40 milioni di euro di ristoro, che arriveranno prima di Natale, mentre, per il settore dello spettacolo, abbiamo portato i fondi da 350 a 950mila euro in una settimana, consentendo la programmazione di diverse produzioni teatrali».
«Ho cercato in tutti i modi – ha spiegato ancora – di far capire al Governo che l’idea di chiuderci sarebbe stato un grave errore, non giustificato dai dati e tutto a scapito delle piccole e medie imprese che operano nella nostra regione. Inoltre, il commissario straordinario per l’emergenza covid, Arcuri, non ha ancora illustrato il piano di interventi alla Regione». «Noi – ha concluso Spirlì – siamo al vostro fianco 24 ore al giorno e condividiamo le vostre ansie, vittime come voi di una decisione ingiusta e punitiva».

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